Brescia (BS)

Palazzo Loggia: a luglio al via i lavori di restauro della sala del consiglio

La durata prevista per i lavori è di sei mesi: in tale arco di tempo le sedute del consiglio comunale si terranno nella Sala del Consiglio provinciale di Brescia come stabilito dagli accordi intercorsi fra i due enti 

Palazzo Loggia: a luglio al via i lavori di restauro della sala del consiglio

Palazzo Loggia: a luglio al via lavori di restauro della sala del consiglio.

A Brescia: al via il restauro della sala del consiglio a Palazzo Loggia

La sala del consiglio comunale di Palazzo Loggia a Brescia sarà sottoposta a partire dal mese di luglio 2026 ad un intervento di restauro e riqualificazione profonda. Sono previsti sei mesi di lavori per rimettere a nuovo impianti ormai obsoleti. verranno inoltre recuperate le superfici storiche deteriorate. La sala sarà poi dotata di un nuovo sistema illuminotecnico degno della sua architettura per un investimento complessivo di 545mila euro.

Nella sede del consiglio provinciale di Brescia

Come abbiamo detto la durata prevista per i lavori è di sei mesi: in tale arco di tempo le sedute del consiglio comunale si terranno nella Sala del Consiglio provinciale di Brescia come stabilito fra i due enti.  Il software già in uso sarà configurato per la nuova sede. Garantite inoltre la trasmissione in diretta streaming e le ordinarie modalità di rilevazione e pubblicità delle votazioni. Il tutto per assicurare continuità, trasparenza e piena accessibilità ai lavori consiliari.

Il punto sullo stato attuale della sala

Le condizioni attuali nelle quali si trova la sala sono il risultato di una serie di interventi estemporanei che si sono susseguiti nel tempo.

“La sala ha pianta rettangolare ed è coperta da due volte a crociera con intonaci monocromi, impreziosite da chiavi di volta in marmo raffiguranti lo stemma della città di Brescia. Le murature perimetrali esterne sono incorniciate da archi a tutto sesto in pietra, che poggiano su pilastri con capitelli lapidei. Le dimensioni della sala sono di circa 18,30 x 9,60 metri, per un’altezza interna di quasi sette metri alla chiave di volta – hanno specificato –  Gli intonaci e le superfici lapidee presentano una patina scura dovuta al deposito di polvere, sporco e residui carboniosi legati al riscaldamento al di sopra della colorazione originale. Le pareti mostrano tinteggiature moderne di incerta datazione, eseguite con materiali non idonei, spesso utilizzate per mascherare i segni degli interventi sugli impianti elettrici. Nella zona riservata al pubblico le sedute non ancorate al pavimento nel tempo hanno prodotto abrasioni e cadute della pellicola pittorica”.

“Anche i serramenti lignei versano in condizioni precarie: le cornici e le banchine sono state attraversate da cavi elettrici, le lunette ospitano i condizionatori, i cui scarichi di condensa colano lungo il paramento lapideo esterno e le grate copricalorifero sono avvitate ai muri, impedendo qualsiasi intervento manutentivo. Le due bussole d’ingresso, sottoposte a un transito intenso, mostrano evidenti segni di usura. L’impiantistica nel suo complesso risulta obsoleta e non a norma. Monitor, casse audio e apparecchi illuminativi aggiuntivi sono stati installati nel corso degli anni in modo non organico, con supporti tassellati negli intonaci o agganciati ai capitelli lapidei, con un impatto estetico significativo su uno degli ambienti più pregiati del palazzo”.

 

L’intervento

“Il progetto si articola su due fronti paralleli: l’adeguamento funzionale e impiantistico della sala e il restauro conservativo delle sue superfici storiche. L’obiettivo è duplice: restituire all’ambiente la piena conformità alle normative vigenti e al tempo stesso valorizzare un patrimonio architettonico di grande pregio”.

“Il restauro delle superfici riguarderà volte a crociera, pareti intonacate ed elementi lapidei: archi, pilastri, capitelli e chiavi di volta saranno liberati dalla patina scura accumulata nel tempo e dalle tinteggiature moderne non idonee, riportando alla luce la colorazione originale. Anche i serramenti lignei storici e le due bussole d’ingresso, fortemente usurate, saranno oggetto di un intervento di restauro dedicato”.

“Sul fronte degli arredi, l’attuale pedana in legno truciolare sarà sostituita con una nuova pavimentazione tecnica flottante rivestita in moquette ecologica e ignifuga, disposta a gradoni per migliorare funzionalità ed estetica della parte di sala dedicata al Consiglio. I banchi saranno revisionati e meglio integrati con i nuovi impianti. Sul lato ovest, il pannello con lo stemma sarà rimosso per riaprire la finestra originale e saranno sostituiti i tendaggi su tutte le finestre”.

“È previsto, inoltre, il completo rinnovo dei sistemi audio-video, con monitor e diffusori audio integrati organicamente nell’arredo in sostituzione delle apparecchiature attuali, installate in modo disorganico con supporti tassellati negli intonaci o agganciati ai capitelli lapidei”.

“Sul fronte impiantistico, l’impianto elettrico — datato e non più conforme alle normative — sarà integralmente rifatto, con una distribuzione razionale che sfrutterà anche la nuova pavimentazione tecnica sopraelevata per il passaggio dei cavi, eliminando le tracce a vista sulle superfici storiche. Sarà adeguata anche la rete dati per rispondere alle esigenze tecnologiche dell’attività consiliare”.

“Il sistema illuminotecnico sarà completamente rinnovato su tre livelli: i proiettori sui cornicioni saranno sostituiti con apparecchi più numerosi e performanti, mascherati da un apposito carter metallico; le dodici appliques storiche in ferro battuto saranno conservate e dotate di nuove sorgenti LED ad alto rendimento; due grandi lampadari a chandelier saranno installati sfruttando i quattro ganci storici alle chiavi di volta, restituendo alla sala la centralità luminosa che merita”.

“L’impianto di climatizzazione sarà integralmente ripensato: gli split attualmente collocati nelle lunette dei serramenti storici — inaccessibili per la manutenzione e causa di danni al paramento lapideo esterno per gli scarichi di condensa — saranno rimossi e sostituiti con un nuovo sistema derivato da una centrale collocata nell’interrato, distribuito internamente attraverso fan-coil integrati in appositi manufatti lignei. L’impianto di riscaldamento a radiatori esistente sarà invece mantenuto e revisionato. L’intervento prevede anche l’adeguamento alle normative antincendio, con l’installazione di due totem tecnologici per la segnaletica di emergenza e di tutte le dotazioni antincendio necessarie”.

 

Tempi e costi

Gli interventi inizieranno subito dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale in programma il 29 giugno, il termine previsto è entro la fine dell’anno.  L’importo complessivo dell’intervento ammonta a circa 545.000 euro: 395.156,60 euro per l’adeguamento impiantistico — comprensivi di nuovi apparecchi illuminanti, impianti tecnologici e speciali, revisione degli arredi, nuovo pavimento tecnico e spese tecniche — ai quali si aggiungono 150.000 euro per il restauro delle superfici a intonaco e lapidee.

 

Brevi cenni storici

La destinazione della sala quale sede del Consiglio comunale risale all’epoca successiva agli interventi di trasformazione di fine Ottocento, quando l’architetto Antonio Tagliaferri curò la realizzazione dello scalone di accesso al piano nobile e la riorganizzazione interna dell’intero edificio. La decisione formale di trasferire il Consiglio nell’attuale salone risale al marzo 1928, con una delibera del Podestà Pietro Calzoni che stanziò all’epoca 50.000 lire per i lavori. I banchi del Consiglio risalgono presumibilmente agli anni Cinquanta del Novecento, mentre la pedana su cui poggiano fu realizzata dalla falegnameria comunale negli anni Novanta.