Bergamo (BG)

Quando gli ideali si scontrano con la realtà: “L’età dei figuranti”, il romanzo di Oscar Francioso

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Quando gli ideali si scontrano con la realtà: “L’età dei figuranti”, il romanzo di Oscar Francioso

Ci sono romanzi che partono da una domanda. L’età dei figuranti, di Oscar Francioso, ne pone due. La prima è quella su Emanuele Pivano: quanto sei disposto a cedere di te stesso per fare carriera? La seconda è quella su Allegra Cabrini, la sua migliore amica: cosa succede quando smetti di fare le cose per “essere visto” e inizi a farle davvero?

Francioso ha 32 anni, è nato a Torino e vive e lavora in Lombardia. L’età dei figuranti è uscito per Articoli Liberi a febbraio: 280 pagine frutto di cinque anni di lavoro.

La storia comincia in un collegio privato del Nord Italia. Assemblea studentesca, due fazioni che si fronteggiano: da una parte Allegra, candidata indipendente; dall’altra il Blocco della Giovinezza, emanazione giovanile di un partito sovranista. Il romanzo parte da lì e si sposta a Milano, dove i due protagonisti crescono, si allontanano, poi tornano. Ma non allo stesso punto.

Emanuele finisce per lavorare alla Bacci Associati, l’agenzia che gestisce l’immagine di Marcello D’Elise – soprannominato “Il Ragno” – segretario federale di un partito di matrice neofascista. Non è una scelta ideologica, è una scelta professionale. È la scelta di chi pensa di poter essere una cosa e farne un’altra. E di cavarsela. Allegra prende la direzione opposta. Studia Scienze politiche, ha una borsa di studio, fa volontariato, tiene un podcast. Una persona che smette di postare e comincia a fare. Nel romanzo questo passaggio – dall’attivismo visibile, fotografabile, a qualcosa di più difficile e concreto – è descritto con una precisione quasi chirurgica. E allontana Allegra da Emanuele con la deriva di chi sceglie strade diverse.

Accanto ai due, il romanzo costruisce un cast di personaggi con il peso specifico dei protagonisti. C’è Naveen, il fidanzato di Emanuele: italo-indiano, vent’anni, vuole fare il regista. È il personaggio che vede le cose con più chiarezza degli altri – capisce prima dove sta andando Emanuele, e alla fine sceglie di non seguirlo. C’è D’Elise, politico consumato che non crede a una parola di quello che dice in pubblico. E c’è tutta la Milano business: gli open space, le riunioni alle undici di sera, i piani editoriali, i cocktail dove si parla di brand awareness con la stessa urgenza con cui si discute di crisi internazionali.

Oscar Francioso

«Emanuele nasce da un’analisi al contrario – spiega Francioso -. È tutto quello che non voglio essere. Ci sono dettagli autobiografici, ma non molti. Altri personaggi del romanzo hanno qualcosa di più mio. Il che spero sia un buon segno».

Quello che il romanzo non fa è prendere partito. Non condanna Emanuele, non celebra Allegra: li osserva entrambi con la stessa attenzione – e la stessa spietatezza affettuosa – e lascia al lettore il compito di decidere chi ha ragione. Ammesso che abbia senso usare questa parola. L’età dei figuranti è disponibile in libreria e online.