In occasione della 97ª edizione del Gran Premio d’Italia di Formula 1, Renato Evaristo Perego è tornato a rivolgersi ai tifosi diretti all’Autodromo con un invito alla prudenza. Il brianzolo ha scelto ancora una volta una posizione insolita: il tetto della sua Renault 4, sulla quale ha sistemato un sofà per osservare il passaggio delle auto.
Il sofà sopra la vettura
La scena si è ripetuta a Lesmo, lungo una strada percorsa fin dal mattino da un lungo serpentone di veicoli diretti verso i parcheggi dell’impianto. Perego ha lasciato la Renault 4 a bordo strada, in modo da non ostacolare il traffico, poi ha utilizzato una scaletta per raggiungere il tetto dell’auto.
Sul sofà, trasformato in una sorta di punto di osservazione, ha seguito il passaggio dei tifosi. In una mano teneva un cartello con la scritta Slowly, nell’altra un peluche a forma di tartaruga, scelta come simbolo della lentezza. Il messaggio era rivolto agli automobilisti diretti all’Autodromo e invitava a ridurre la velocità.
La protesta contro la velocità
Quella di Perego è una protesta messa in scena in modo singolare, ma il tema è lo stesso già proposto l’anno precedente. Anche allora il brianzolo si era posizionato a Lesmo e a Monza, in piazza Citterio, utilizzando un sofà sopra la vettura e accompagnando il gesto con un orsacchiotto di peluche.
Alla base dell’iniziativa c’è una riflessione sulla necessità di rallentare sulla strada e nella vita. Perego aveva collegato il tema anche alla presenza di automobili capaci di superare i 250 chilometri orari, nonostante i limiti di velocità in vigore. Un ulteriore elemento della sua critica riguarda gli alberi piantati nell’Autodromo, uno per ogni pilota: secondo la sua osservazione, si tratta di piante collocate in un’area dove in precedenza la vegetazione era stata abbattuta e che potrebbero risultare pericolose per chi finisse fuori strada ad alta velocità.
Il messaggio unisce così la richiesta di maggiore cautela alla difesa della natura e dell’attenzione verso il patrimonio storico e architettonico della Brianza. Dal suo insolito punto di osservazione, Perego ha riproposto il richiamo alla lentezza mentre il traffico dei sostenitori del Gran Premio scorreva verso l’impianto.