Bormio (SO)

Sigilli sull’Hotel Piccolo Adda perchè l’impianto elettrico non è più a norma

Dimora di montagna, perla antica, isolata, incastonata negli ultimi fazzoletti di verde alle porte del paese.

Sigilli sull’Hotel Piccolo Adda perchè l’impianto elettrico non è più a norma

Un pezzo di storia che se ne va, e forse in un modo troppo brusco e repentino. L’Hotel Piccolo Adda, dimora di montagna, perla antica, isolata, incastonata negli ultimi fazzoletti di verde alle porte di Bormio, costretto alla chiusura, da un giorno all’altro, pena: i sigilli, perché l’impianto elettrico non è più a norma. Dopo Crans Montana, la paura corre sul filo, anche troppo, e la prevenzione si fa massima; nessuna eccezione, neppure per Vittorina, ottant’anni ma non li dimostra, proprietaria; insieme a lei lavorano il marito Piero, 80 anni e il cognato Luigi, 82. Molto amareggiata, dopo 65 anni di attività, il mondo le è crollato addosso: avrebbe voluto le lasciassero del tempo in più, invece la Prefettura ha mandato l’avviso, i Vigili del fuoco hanno avuto un eccesso di zelo (effettuando il controllo anche se ha 9 camere, dunque sotto la soglia dei 25 posti letto) e i vigili hanno intimato la chiusura, con l’avviso firmato dal vicesindaco, che, dice Vittorina, avrebbe potuto attendere e valutare il da farsi, permettendole di effettuare i lavori, come aveva fatto per il resto dell’Hotel, adeguando estintori, impianti in cucina; lavori, dice, che agli occhi dei controllori hanno contato nulla.

Vittorina

Vittorina, dispiaciuta, è fiera, non vuole elemosina; intende fare sapere ai clienti, dai nonni ai figli, quelli invernali ed estivi, storici, viaggiatori, affezionati e amici, che non potranno più trovare rifugio, ma ugualmente andare a trovarla, le farà piacere. Quanto accaduto le dà fastidio, dice, “meritavo più rispetto, vista l’età, è un accanimento”. La affligge una profonda malinconia; nata qui, da Guido Ottaviani, toscano e Ada Clementi (alle pareti, i quadri da lei dipinti) che hanno scelto lo stile, il nome e costruito la struttura. Arredi antichi trasudano storia: divanetti, passamanerie, tappeti, specchi, lampadari, oggetti di legno tra cui una collezione di macinini da caffè, caminetti, salottini, taverna. E’ stata sempre la sua casa, e quella degli ospiti, luogo amichevole e altamente frequentato; porte aperte dalle ore 5, tutto l’anno; cibo buono, menù scritto a mano ogni giorno. Tanti passano a salutarla e farsi l’ultimo caffè.