Le aree dismesse di Udine tornano al centro del confronto tra istituzioni. Nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata in Prefettura sui punti più critici della città, è emersa una strategia articolata su due fronti: interventi immediati per rafforzare la sorveglianza e un percorso di medio periodo per il recupero degli spazi abbandonati o sottoutilizzati.
Al vertice ha partecipato anche l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che ha confermato la disponibilità della Regione a sostenere le iniziative proposte dal Comune. Tra le zone segnalate con maggiore frequenza dai residenti figurano l’ex Macello, l’ex Frigo e l’ex Safau, immobili e compendi caratterizzati da situazioni differenti ma accomunati dalla necessità di definire nuove prospettive di utilizzo.
Videosorveglianza e vigilanza privata
Il primo livello di intervento riguarda il potenziamento della videosorveglianza. Il Comune potrà presentare un progetto specifico per installare nuovi strumenti di controllo nelle aree considerate più esposte. Secondo quanto riferito dall’assessore regionale, le risorse necessarie sono già disponibili, con l’obiettivo di intervenire in tempi contenuti nei punti in cui le criticità sono state segnalate con maggiore insistenza.
Accanto alle telecamere, è stata indicata la possibilità di ricorrere a guardie giurate per la tutela del patrimonio comunale. La misura, finanziata dalla Regione per i Comuni capoluogo, potrebbe essere applicata anche nelle zone dell’ex Macello e dell’ex Frigo. L’ipotesi si inserisce nel quadro delle iniziative destinate a rafforzare il presidio dei luoghi e a rispondere alle richieste arrivate dai residenti.
Il recupero degli immobili dismessi
Durante la riunione è stato sottolineato che il controllo, da solo, non può risolvere le criticità legate a spazi privi di una funzione stabile. Per questo la Regione ha manifestato la disponibilità ad avviare con l’amministrazione comunale un confronto su percorsi di riuso differenziati, costruiti in base alle caratteristiche, ai vincoli e alle prospettive di ciascun sito.
Per l’ex Macello esiste già un passaggio concreto: alla direzione regionale competente è stata presentata una richiesta di contributo da circa 4,8 milioni di euro per il secondo lotto degli interventi. La domanda sarà valutata nell’ambito del percorso di concertazione con gli enti locali, insieme agli altri dossier presentati dal Comune.
Più complessa la situazione dell’ex Frigo, dove ogni progetto dovrà confrontarsi con i vincoli della Soprintendenza. L’ex Safau, invece, è un’area privata: sarà quindi necessario che il Comune definisca una proposta di recupero prima di avviare il confronto istituzionale. Nel corso del vertice è stata esaminata anche la condizione dell’ex caserma Cavarzerani, per la quale il prefetto ha disposto un rafforzamento della vigilanza.
Il quadro emerso per Udine unisce dunque misure operative e programmazione. Da una parte ci sono telecamere e vigilanza privata per aumentare il controllo dei siti più delicati; dall’altra la necessità di individuare destinazioni future e risorse per restituire una funzione a spazi che, in assenza di interventi, continuano a rappresentare un problema per i quartieri e per la città.