Sciopero nei teatri, contratto nazionale ancora senza rinnovo

Le sigle contestano l’offerta di Federvivo: a Venezia adesione totale e presidio al Goldoni.

Si tiene oggi in tutta Italia lo sciopero dei teatri di prosa, proclamato dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale. Il confronto si è interrotto il 12 ottobre e riguarda un accordo scaduto nel 2021, rinnovato per l’ultima volta nel 2018.

In Veneto il presidio regionale principale si è svolto a Padova, dove uno spettacolo è stato annullato. L’astensione dal lavoro ha coinvolto anche il Teatro Goldoni di Venezia e gli altri teatri e le compagnie del territorio che fanno capo al Teatro stabile del Veneto. Nel capoluogo lagunare, davanti al Goldoni, è stato organizzato un presidio nel primo pomeriggio.

Adesione e contestazioni

Secondo quanto riferito dai sindacati, al Goldoni l’adesione allo sciopero è stata del 100 per cento, mentre negli altri teatri stabili veneti la partecipazione è stata definita molto alta. Slc Cgil Veneto, Fistel Cisl Veneto e Uil Fpc Veneto hanno attribuito la rottura del tavolo a un confronto nel quale, a loro giudizio, la parte datoriale avrebbe respinto le richieste di innovazione e riconoscimento professionale.

Le organizzazioni contestano in particolare le proposte economiche avanzate da Federvivo, considerando il contratto fermo dal 2018 e l’inflazione cresciuta del 23 per cento nello stesso periodo. Per i dipendenti dei teatri la paga media mensile indicata è di 1.433 euro. L’associazione datoriale ha proposto un incremento del 18 per cento distribuito su tre anni, ritenuto insufficiente dai lavoratori e dai sindacati.

La mobilitazione prosegue

La protesta si inserisce in una mobilitazione più ampia, che comprende anche il blocco del lavoro straordinario e avrà un ulteriore appuntamento con la manifestazione nazionale prevista a Roma il 9 novembre. Tra i nodi del negoziato c’è anche la condizione dei lavoratori scritturati, impegnati nelle compagnie teatrali.

Per questa categoria il minimo giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi. La proposta discussa al tavolo porterebbe la paga fino a 70 euro al giorno, ma soltanto nel 2029. È questo uno degli aspetti che, insieme agli aumenti giudicati non adeguati, ha contribuito alla prosecuzione della mobilitazione nei teatri italiani.