Con le note de Il Piave mormorava e il dispiegamento dei labari delle associazioni combattentistiche, dei sindaci, dei rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’ordine, Rovigo ha celebrato la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. La cerimonia ha richiamato il sacrificio di militari, civili, madri e comunità coinvolti nella storia del Paese e il valore della memoria legata alla Grande Guerra.
La ricorrenza ricorda l’Armistizio di Villa Giusti, che pose fine al conflitto tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico, ma rappresenta anche un momento nazionale dedicato a quanti hanno dato la vita per la Patria e a coloro che continuano a operare per garantirne la sicurezza. L’appuntamento si è svolto nel capoluogo polesano alla presenza delle autorità civili e militari.
Il rito davanti alla Gran Guardia
La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera, seguito dalla deposizione dell’alloro ai caduti in Gran Guardia. Il momento commemorativo ha coinvolto le associazioni combattentistiche, i rappresentanti dei Comuni, le istituzioni e le Forze dell’ordine, riuniti per rendere omaggio alle vittime dei conflitti e rinnovare il significato della ricorrenza.
Nel corso della celebrazione è stato letto dal prefetto di Rovigo, Franca Tancredi, il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha richiamato il compimento del percorso risorgimentale e la nascita di una Patria unita, indipendente e libera. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il ruolo della Costituzione e il valore di pace, sicurezza e libertà, considerati principi concreti da tutelare anche in una fase segnata da tensioni geopolitiche e instabilità in diverse aree del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Il richiamo alle nuove generazioni
Il messaggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto, letto dal comandante provinciale dei Carabinieri, ha posto al centro l’onore dovuto ai caduti e la consapevolezza che la libertà non sia un bene scontato. Il ricordo è stato collegato anche alla tumulazione del Milite Ignoto al Vittoriano, indicata come uno dei passaggi simbolici della memoria nazionale.
Prima dell’intervento del presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, ha preso la parola il sindaco Valeria Cittadin. La prima cittadina ha invitato a non nascondere l’orgoglio di essere italiani e a trasmettere ai più giovani il rispetto per il Tricolore e per la Patria. Nel suo intervento ha precisato che amare l’Italia non significa essere contro qualcuno, ma conoscere la propria identità, le proprie origini e i valori da consegnare alle generazioni future.
Rivolgendosi infine ai ragazzi, il sindaco ha richiamato l’importanza di non dimenticare le radici e di rispettare la propria storia. La giornata si è così conclusa nel segno del ricordo dei caduti, della riconoscenza verso chi ha sacrificato la vita e della responsabilità di custodire la memoria collettiva.