Marche

Nelle Marche 8.252 nascite nel 2024: nuovo minimo demografico

Nei primi sette mesi del 2025 la flessione prosegue, mentre pesano età fertile, costi abitativi e difficoltà familiari.

Le Marche registrano un nuovo arretramento delle nascite. Secondo i dati Istat, nel 2024 sono venuti al mondo 8.252 bambini, 545 in meno rispetto all’anno precedente, con una diminuzione del 6,2%. Il dato rappresenta un nuovo minimo e conferma la difficoltà della regione nel mantenere il ricambio generazionale.

La riduzione non dipende soltanto dal minor numero di figli scelto dalle famiglie. A incidere è anche la progressiva diminuzione delle persone in età fertile, unita a condizioni economiche e sociali che possono rendere più complessa la decisione di avere figli. Tra i fattori indicati figurano il costo della casa, la precarietà del lavoro, le difficoltà nel conciliare occupazione e genitorialità e il ritardo con cui molti giovani riescono a costruire una famiglia.

Il dato provvisorio sul 2025

I primi numeri disponibili indicano che la tendenza è proseguita anche nel 2025. Tra gennaio e luglio, nelle Marche le nascite sono diminuite dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. La flessione appare più contenuta di quella rilevata in diverse altre regioni italiane, ma il confronto riguarda soltanto i primi sette mesi e non consente ancora di definire il bilancio complessivo dell’anno.

Gli effetti della denatalità possono estendersi oltre il quadro demografico. Nei comuni con meno bambini possono diminuire gli iscritti alle scuole e ai servizi per l’infanzia, con il rischio di accorpamenti delle classi. Nel medio periodo, generazioni più ristrette possono inoltre ridurre la disponibilità di lavoratori e aggravare le difficoltà delle aree interne nel mantenere scuole, trasporti e servizi sanitari.

Le conseguenze sul territorio

Il cambiamento demografico incide anche sull’equilibrio tra popolazione anziana e generazioni più giovani. Con l’aumento del peso relativo degli anziani cresce la necessità di servizi di assistenza e cura, mentre diminuisce la base demografica chiamata a sostenerli. Per questo, il calo dei nuovi nati riguarda non solo le famiglie, ma anche la programmazione dei servizi e delle politiche territoriali.

Resta da verificare quanto il fenomeno sia uniforme all’interno della regione. Un’analisi articolata per province e comuni potrà chiarire se alcune aree delle Marche stiano affrontando una contrazione più marcata delle nascite e se lo spopolamento stia incidendo in modo particolare sulle comunità più fragili.