La delegazione del Partito democratico ha visitato la Casa circondariale di Uta, in provincia di Cagliari, per verificare le condizioni dell’istituto dopo l’arrivo di detenuti sottoposti al regime del 41-bis. La visita si è svolta venerdì 23 ottobre e ha riportato al centro dell’attenzione le carenze di personale e risorse che riguardano soprattutto l’assistenza sanitaria penitenziaria.
Secondo quanto denunciato dai rappresentanti del Pd, i trasferimenti legati al 41-bis avrebbero aggravato una situazione già segnata dalla mancanza di medici e infermieri. Il carcere di Uta accoglie infatti anche detenuti provenienti da altre strutture e bisognosi di cure. Una funzione che, già prima dell’arrivo dei nuovi reclusi, doveva fare i conti con una dotazione insufficiente di personale sanitario.
La pressione sui servizi sanitari
L’incremento dei detenuti con esigenze assistenziali avrebbe aumentato il carico sui servizi sanitari interni all’istituto e, più in generale, sul sistema sanitario sardo. La delegazione sostiene che la competenza regionale in materia di sanità penitenziaria non possa escludere le responsabilità del Governo, considerato che la decisione di trasferire a Uta persone sottoposte al 41-bis è stata assunta a livello nazionale.
Le criticità segnalate non riguardano soltanto medici e infermieri. Anche la polizia penitenziaria sarebbe sottoposta a una pressione crescente, in particolare per la necessità di garantire le scorte durante i trasferimenti dei detenuti in ospedale. L’impiego degli agenti all’esterno riduce il personale disponibile all’interno della struttura e rende più difficile assicurare il presidio delle sezioni ordinarie.
La richiesta di nuove risorse
Per i rappresentanti del Pd, l’ampliamento delle presenze e delle funzioni dell’istituto avrebbe dovuto essere accompagnato da risorse adeguate. La richiesta è di rafforzare il numero di medici, infermieri e agenti, così da garantire le cure ai detenuti e condizioni di lavoro sostenibili per il personale.
La delegazione chiede inoltre che le carenze della casa circondariale vengano affrontate senza trasferire sulla sanità pubblica della Sardegna e sugli operatori già in servizio il peso di decisioni adottate a livello nazionale. Alla visita hanno partecipato il senatore Marco Meloni, le deputate Debora Serracchiani e Francesca Ghirra, il segretario provinciale di Cagliari e capogruppo del Comune di Capoterra Efisio De Muru, l’avvocato Mauro Massa e l’avvocato Andrea Gaddari.