Internazionale

Matviichuk: le donne ucraine combattono per il futuro dei figli

Al Castello di Tabiano l’avvocatessa Nobel ha descritto i traumi infantili e criticato i regimi autoritari

Oleksandra Matviichuk, avvocatessa ucraina e premio Nobel per la Pace nel 2022, ha parlato delle conseguenze della guerra sui minori e del ruolo delle donne nel conflitto tra Ucraina e Russia. Il suo intervento si è svolto al Castello di Tabiano, durante il Women Economic Forum Europe, appuntamento dedicato alla discussione su finanza responsabile, innovazione, energia, sicurezza e transizione verde per il futuro dell’Ucraina.

I traumi dei bambini

Matviichuk ha spiegato che le condizioni della guerra possono traumatizzare i bambini ancora più profondamente degli adulti. L’avvocatessa ha riferito che sono stati documentati numerosi casi di atrocità e che diverse organizzazioni stanno collaborando per offrire supporto psicologico ai minori colpiti dal conflitto.

Secondo la giurista, il trauma può bloccare le persone nel passato, impedendo loro di immaginare il futuro. Il primo segnale di ripresa, ha osservato, è la possibilità di tornare a sognare. Tra i desideri dei bambini ucraini citati durante l’incontro ci sono il ritorno a scuola, dopo anni di apprendimento online, la possibilità di diventare calciatori della nazionale, inventori, cantanti o persino presidenti dell’Unione Europea.

Il ruolo delle donne

Nel suo intervento Matviichuk ha invitato a ricordare che anche le persone comuni possono compiere azioni straordinarie. Le donne ucraine, ha sottolineato, stanno affrontando responsabilità eccezionali perché la guerra non lascia loro alternative. Il conflitto rende particolarmente evidente il rapporto tra genere, società e potere: nelle democrazie le donne possono scegliere il ruolo da ricoprire nella famiglia e nella vita pubblica, mentre nei regimi autocratici la loro posizione viene limitata e definita dall’autorità.

La premio Nobel ha collegato la condizione delle donne alle caratteristiche dei governi e al modo in cui il potere tratta la propria popolazione. Ha citato l’uccisione di donne in Iran per il modo di vestire, il divieto per le ragazze afghane di frequentare la scuola e la depenalizzazione della violenza domestica in Russia come esempi di una stessa dinamica, nella quale la sfera privata diventa una questione politica.

La conclusione dell’intervento ha riguardato direttamente la guerra in corso. Matviichuk ha affermato che le donne ucraine combattono affinché i loro figli non debbano mai essere costretti a dimostrare a qualcun altro di essere esseri umani. Il messaggio unisce la difesa dell’identità e dei diritti individuali alla necessità di proteggere le nuove generazioni dalle conseguenze fisiche e psicologiche del conflitto.