Latina (LT)

La scuola italiana in perenne ritardo, il rapporto di Legambiente

Nel capoluogo pontino tutti gli edifici scolastici necessitano di interventi di manutenzione urgente. Frosinone invece risulta tra le città con la maggior presenza di edifici scolastici dotati di impianti da fonti rinnovabili.

La scuola italiana in perenne ritardo, il rapporto di Legambiente

La scuola italiana continua ad essere in perenne ritardo. Nel 2025 edilizia scolastica e servizi crescono troppo lentamente e a velocità diverse, mantenendo marcate differenze tra Nord, Centro e Sud della Penisola anche in termini di finanziamenti. E anche il Pnrr che in questi cinque anni doveva fare la differenza ha portato, al momento, solo lievi passi avanti.

Due i dati emblematici: nel 2025 quasi un edificio su tre in Italia necessita ancora di lavori urgenti, che arrivano a uno su due nel Mezzogiorno. Sul fronte Pnrr per l’edilizia scolastica, sei progetti su dieci relativi a nuove scuole sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due. A scattare, in sintesi, questa fotografia è il nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente.

Secondo il report Ecosistema Scuola, giunto alla 26esima edizione, nel 2025 crescono le certificazioni di sicurezza, in particolare gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5%. In aumento anche gli interventi di efficientamento energetico che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici contro il 15,9% della precedente rilevazione. Restano, invece, disattesi alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%) ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti. E in questo caso Latina, insieme a Belluno, Nuoro e Vicenza risulta il comune dove tutti gli edifici scolastici necessitano di interventi di manutenzione urgente. Frosinone invece risulta tra le città con la maggior presenza di edifici scolastici dotati di impianti da fonti rinnovabili, e tra le città con il maggior numero di scuole poste in zona 30. Altro dato preoccupante riguarda il 57,2% di scuole non ancora sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l’1,3% del patrimonio monitorato.