Sette persone sono entrate dal 5 ottobre nella palazzina di via Raimondi 41, nel quartiere Navile di Bologna, destinata all’housing temporaneo. L’edificio è stato riqualificato dal Comune di Bologna e da Asp Città di Bologna per accogliere adulti che, pur avendo un lavoro e spesso un contratto a tempo indeterminato, non riescono a trovare un’abitazione a prezzi accessibili.
La struttura, di proprietà di Asp e risalente alla prima metà del secolo scorso, si sviluppa su tre piani. Comprende sei appartamenti di circa 75 metri quadrati ciascuno, con cucina abitabile, due camere doppie e un bagno, oltre a cantine e locali di servizio al piano interrato. I primi ospiti sono già entrati e gli altri saranno accolti nei prossimi giorni.
Un investimento da quasi un milione di euro
I lavori, coordinati dal Servizio Patrimonio di Asp e conclusi nei tempi previsti dal Pnrr, hanno riguardato impianti, finiture, cucine, bagni, infissi, porte e persiane. Gli interventi hanno interessato anche le parti comuni, la struttura e gli spazi esterni. L’investimento complessivo ammonta a 995mila euro: 500mila provengono dai fondi Pnrr, nell’ambito della Missione 5, Componente 2, sub-investimento 1.3.1 Housing First, mentre 495mila sono stati messi a disposizione direttamente da Asp.
Con l’apertura di via Raimondi, la rete cittadina dell’housing temporaneo raggiunge 42 alloggi e 76 posti letto complessivi. Nove abitazioni sono del Comune, 13 di Asp e 20 di proprietà privata. Il progetto era stato avviato nell’agosto 2025 con sei appartamenti diffusi di proprietà di Asp, cinque nella zona Barca e uno in zona Saffi, per una capienza complessiva di 24 persone.
Accoglienza e accompagnamento verso l’autonomia
Il servizio è rivolto a persone che hanno concluso percorsi di fragilità e possiedono autonomia e requisiti per la coabitazione. Le assegnazioni durano sei mesi e possono essere rinnovate. La permanenza ordinaria può arrivare fino a due anni e, in situazioni eccezionali previste dal regolamento comunale, essere prolungata fino a sei. Gli ospiti contribuiscono alle spese in base alla fascia Isee, con una quota fissa per le utenze.
La gestione è affidata da Asp al Consorzio L’Arcolaio, con una coordinatrice operativa, tutor abitativi e una figura di mediazione di comunità. Il personale accompagna gli ospiti nella ricerca di lavoro e abitazione, nelle pratiche amministrative e nell’accesso ai servizi, intervenendo anche sulle dinamiche di convivenza e sulla cura degli alloggi. Uno degli appartamenti della palazzina sarà destinato alle attività educative.
I primi dati del progetto descrivono una difficoltà che riguarda anche persone occupate. Delle 23 persone ospitate nei primi mesi, 15 hanno un contratto a tempo indeterminato e quattro un contratto a tempo determinato. Otto sono inserite nelle graduatorie Erp, mentre le altre 13 non hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica o sono in attesa.
La vicesindaca Emily Clancy ha sottolineato che oggi un lavoro e un reddito non sono sempre sufficienti per trovare una casa a prezzi accessibili. L’assessora Matilde Madrid ha indicato l’obiettivo di ridurre il ricorso ai dormitori come risposta ordinaria, rafforzando l’offerta di alloggi veri e propri e di percorsi di inclusione. Nel quartiere Navile, la presidente Federica Mazzoni ha collegato il progetto anche alla prevenzione della marginalità e alla coesione sociale.
Nel corso dell’inaugurazione è stato ricordato anche il piano Sfitto zero: gli appartamenti ristrutturati sono oltre 1.500, con l’obiettivo di arrivare a 2.000 entro la primavera del 2027. Secondo le stime del Comune, dopo quella scadenza il turnover annuo dovrebbe attestarsi tra 350 e 400 alloggi, rendendo necessarie ulteriori risorse nazionali strutturali.