Nel corso della commemorazione dell’eccidio di Farneta, Gemma Giannini, vicepresidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà di Lucca, ha richiamato il valore della memoria come responsabilità verso il futuro. La celebrazione dell’8 settembre 2026 è stata presentata non soltanto come il ricordo di una tragedia del passato, ma come un’occasione per riflettere sulle conseguenze dell’odio e della violenza.
Il ricordo come responsabilità
Giannini ha sottolineato che la commemorazione deve saper cogliere la ricchezza degli eventi trascorsi e trasformarla in una prospettiva per il presente. Il luogo dell’eccidio, insieme ad altri siti della memoria del territorio come quello in cui fu ucciso don Aldo Mei, è stato indicato come uno spazio in cui, secondo la vicepresidente dell’associazione, ha prevalso l’amore.
Il richiamo riguarda anche la responsabilità consegnata dalle generazioni precedenti, che hanno tramandato il ricordo del brutale eccidio di Farneta e del massacro di Sant’Anna di Stazzema. Per Giannini, questi episodi impongono una riflessione concreta sul valore della libertà, della dignità umana e sulla necessità di non lasciare che simili tragedie vengano dimenticate.
Il richiamo ai giovani
Nel suo intervento, la vicepresidente dell’ATVL Lucca ha osservato che drammi analoghi si consumano ancora oggi in diverse parti del mondo, spesso senza trovare spazio nel racconto pubblico. Ha parlato di persone innocenti che muoiono a causa dell’odio e della violenza, sulla terra e nei mari, rivolgendo un invito soprattutto ai giovani a diventare pionieri coraggiosi.
Il messaggio conclusivo è stato un appello a uscire dalle comodità e dal proprio isolamento per costruire relazioni e percorsi di pace. Giannini ha indicato nel cuore, inteso come luogo intimo e sacro di ogni persona, l’origine di quella spinta che ieri portò i martiri a sacrificare la vita per la libertà e che ancora oggi può alimentare una reazione alla violenza. La commemorazione si è così trasformata in un invito a ripartire dalla responsabilità individuale e dalla capacità di costruire un futuro fondato sul rispetto.
Le immagini della cerimonia sono di Pietro Balducci, segretario dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Lucca.