Digiuno per Gaza, anche gli operatori sanitari lecchesi vi hanno aderito
All'ospedale Manzoni di Lecco

Anche i sanitari dell'ospedale Manzoni di Lecco nella giornata di ieri, giovedì 28 agosto 2025, hanno aderito all'iniziativa "Digiuno per Gaza", la protesta silenziosa dei sanitari italiani per chiedere la fine della grave crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.
Digiuno per Gaza, anche i sanitari dell'ospedale Manzoni hanno aderito alla campagna
La mobilitazione, promossa dalla rete "Digiuno Gaza", dai Sanitari per Gaza e dalla campagna "Teva? No grazie", ha coinvolto migliaia di professionisti e centinaia di ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia attraverso mobilitazioni spontanee.
Tra i sanitari che si sono mobilitati per la causa, anche quelli dell'ospedale Manzoni di Lecco, che nella giornata di ieri hanno manifestato sulla scalinata d'ingresso del nosocomio lecchese. Un'arma - la sola, forse, che abbiamo - il digiuno, contro il genocidio a Gaza. Questo si legge sui cartelli mostrati dai sanitari lecchesi.
"Con una moltitudine di sanitari italiani abbiamo indetto la giornata del Digiuno per Gaza perché secondo l’Art. 18 della Convenzione di Ginevra, nel corso di un conflitto non si possono mai bombardare gli ospedali, neanche se dentro si suppone ci siano dei terroristi. Qualora ci fossero, dovrebbero essere evacuati prima i malati e tutto il personale sanitario. I tre bombardamenti ravvicinati dell’Ospedale Nasser, di qualche giorno fa, dimostrano che l’intento deliberato dell’esercito israeliano è quello di distruggere gli ospedali (ne sono stati distrutti 32 su 36) ed eliminare ogni testimone, giornalisti compresi - si legge sulla pagina Facebook dei Sanitari per Gaza, tra i promotori dell'iniziativa - Inoltre, tra i 62.000 civili palestinesi assassinati (cifra approssimata per difetto) nella guerra personale e asimmetrica di Netanyahu ci sono 18.000 bambine e bambini; infine, oltre ai bombardamenti Israele sta utilizzando “la fame e la denutrizione” come arma bellica. Finora si contano oltre 600 civili morti. Tra questi Marah Abu Zuhri morta per denutrizione. Era entrata in Italia con un corridoio umanitario occasionale (una passerella per Tajani) e ricoverata in extremis all’Ospedale di Pisa pochi giorni fa. Israele ormai ha perso lo status di 'avamposto occidentale e di stato democratico nei paesi arabi' ".