Sono circa 10mila le persone che hanno partecipato allo sciopero generale del 30 ottobre 2026 a Genova. Il corteo ha riunito lavoratori portuali, studenti e dipendenti di diverse aziende partecipate, attraversando la città dal varco Albertazzi, a Sampierdarena, fino a piazza De Ferrari.
La mobilitazione è iniziata con più concentramenti. Gli studenti provenienti dal Ponente genovese si sono ritrovati in piazza Montano, mentre altri gruppi di studenti e lavoratori, partiti dalla zona universitaria di via Balbi, hanno raggiunto via Bruno Buozzi. I diversi gruppi si sono poi riuniti nella zona del Matitone, dove hanno incontrato i lavoratori portuali e i rappresentanti delle altre categorie coinvolte.
Dal varco Albertazzi all’area portuale
Il corteo ha effettuato una lunga sosta davanti al varco Albertazzi, dopo il blocco dell’accesso a Sampierdarena. Nell’area del presidio è stata allestita anche una cucina da campo, con la distribuzione di pasta al pesto ai partecipanti. Dopo circa due ore, la manifestazione è ripartita.
Come annunciato dai rappresentanti dei portuali durante la mattinata, i manifestanti sono entrati nell’area del porto di Genova, proseguendo la protesta all’interno dello scalo. Tra i partecipanti c’erano anche dipendenti delle aziende partecipate, compresi quelli di AMiU, presenti con uno striscione dedicato alla vertenza. Gli spostamenti hanno comportato chiusure temporanee delle strade interessate e deviazioni del traffico nelle vie limitrofe.
Nel corso della giornata è stata riaperta al traffico l’uscita della sopraelevata verso via di Francia, in direzione ponente. Successivamente, lavoratori, studenti e aderenti all’USB hanno lasciato l’area portuale e si sono diretti verso il centro cittadino.
L’arrivo in piazza De Ferrari
Intorno alle 16.30, la testa della manifestazione ha raggiunto piazza De Ferrari. Il passaggio del corteo, accompagnato da cori, musica, bandiere e striscioni, aveva suscitato qualche preoccupazione tra i commercianti del centro, ma la maggior parte dei negozi ha mantenuto le saracinesche alzate.
Durante il percorso e nella fase conclusiva della manifestazione non sono stati segnalati scontri o incidenti. La situazione è rimasta tranquilla anche nel centro cittadino, mentre i partecipanti attraversavano la piazza.
La protesta genovese rientra nello sciopero generale nazionale promosso da USB e da altre organizzazioni sindacali di base. Le iniziative, annunciate in oltre cinquanta città italiane, riguardano lavoratori del settore pubblico e privato e chiedono, tra l’altro, interventi contro il carovita, aumenti per salari e pensioni, maggiori tutele sul lavoro e investimenti nei servizi pubblici. Tra le rivendicazioni figura anche l’opposizione alla guerra e alle politiche di riarmo.
Per quanto riguarda i trasporti, il Governo ha disposto il rinvio dell’agitazione nei settori interessati dal provvedimento ministeriale. In Liguria erano previste mobilitazioni anche a Imperia e La Spezia.