La città di Chivasso si prepara a ospitare un polo sanitario d’avanguardia. Grazie ai fondi del PNRR e a un importante cofinanziamento del Comune di Chivasso, la vecchia «Opera ONMI – Casa della Madre e del Bambino» di via Marconi sta subendo una trasformazione radicale che la porterà a diventare un punto di riferimento non solo locale, ma regionale.
Chivasso, tra via Marconi e via Basso nasce l’hub della salute
Con una superficie complessiva di circa mille 200 metri quadrati, il nuovo hub sanitario della «Casa della Salute» si candida a essere una delle strutture più grandi e operative del suo genere.
Il progetto, portato avanti dai tecnici dell’AslTo4 guidata dal direttore generale Luigi Vercellino, non si limita a una semplice ristrutturazione, ma rappresenta un ampliamento strategico che unifica diverse aree. Al nucleo della Centrale Operativa Territoriale (COT), già attiva da due anni nell’ala sinistra (ora collegata con la destra) si aggiungono circa 390 mq recuperati trasferendo uffici non sanitari (come il servizio veterinario e lo Spresal) e un ulteriore e impoblocco di nuova costruzione, su tre piani, che collegherà di fatto via Marconi a via Basso, dove sarà realizzato l’ingresso principale accanto al parcheggio del polo commerciale di futura realizzazione.
«Questa è una signora Casa della Salute», hanno commentano i tecnici durante il sopralluogo di giovedì 7 maggio sottolineando come la metratura utile superi persino quella di alcuni piccoli ospedali. Erano presenti, tra gli altri, Andrea Fiorillo, direttore della struttura complessa Servizio Tecnico – Patrimoniale dell’AslTo4 e RUP (Responsabile Unico del Progetto) degli interventi PNRR in fase di esecuzione, Andrea Mingione, struttura complessa Servizio Tecnico-Patrimoniale dell’ASL TO4 e RUP degli interventi PNRR in fase di progettazione, e Laura Tapparo, struttura complessa Servizio Tecnico-Patrimoniale dell’ASL TO4 e Coordinatrice del Gruppo di lavoro interventi PNRR.
La capacità operativa
La vera forza della struttura risiede nella sua capacità operativa. Non si tratterà solo di uffici, ma di un centro diagnostico e clinico avanzato. La struttura è stata infatti progettata per gestire la presa in carico delle cronicità, evitando che i pazienti debbano spostarsi tra diverse strutture; le attività non differibili, fondamentali per decongestionare il Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino; servizi diagnostici di base, con strumentazioni per ecografie e persino esami ematici estemporanei per i pazienti diabetici.
La presenza costante di medici di medicina generale, pediatri e specialisti garantirà una copertura assistenziale continua, rendendo l’hub un «ecosistema» capace di dialogare direttamente con l’ospedale di Chivasso e quello di Settimo che tra poco diventerà parte integrante del «sistema» Chivasso ricevendo le lungodegente e i ricoveri per riabilitazione.
Una corsa ad ostacoli
Il percorso per arrivare a questo risultato non è stato privo di ostacoli. I lavori hanno dovuto affrontare criticità geologiche, dovute a un terreno storicamente paludoso che ha richiesto interventi complessi sulle fondazioni, e lunghi confronti con la Soprintendenza per il vincolo storico dell’edificio, realizzato nel Ventennio.
L’investimento totale è imponente: tra fondi PNRR e i circa 800 mila euro stanziati dal Comune, l’operazione ha un valore che sfiora i 3 milioni di euro ed è «win-win», poiché ottimizza gli spazi urbani e potenzia drasticamente l’offerta sanitaria.
La prima attivazione a giugno
L’attivazione tecnica della struttura è prevista per giugno, con l’avvio delle prime funzioni sanitarie nei locali già adeguati. L’inaugurazione ufficiale dell’intero complesso, incluso il nuovo blocco, è prevista per il mese di settembre, quando Chivasso potrà finalmente contare su un «megahub» ambulatoriale pronto a rispondere ai bisogni attuali (e futuri) della popolazione.
«La nuova Casa di Comunità di Chivasso – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi – rappresenterà un presidio moderno e strategico per la sanità territoriale. Parliamo di una struttura ampia, innovativa e dotata di spazi e tecnologie pensati per garantire servizi sempre più vicini ai cittadini, migliorando presa in carico, accessibilità e continuità assistenziale. Nonostante le criticità tecniche emerse in corso d’opera, affrontate tempestivamente, l’obiettivo della Regione resta quello di consegnare ai cittadini una struttura all’altezza delle esigenze future della sanità pubblica».