Internazionale

Bruxelles tratta il roaming senza costi con i Balcani

Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia: accordi e adeguamento alle norme comunitarie.

La Commissione europea ha avviato i negoziati per integrare Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia nel regime di roaming dell’Unione europea. L’obiettivo è consentire a chi viaggia tra gli Stati membri e i Paesi dei Balcani occidentali di utilizzare i servizi mobili senza costi aggiuntivi legati al roaming.

Il percorso riguarda chiamate, messaggi di testo e traffico dati. Una volta entrata a regime, l’estensione permetterebbe agli utenti di utilizzare il proprio telefono oltreconfine secondo condizioni più simili a quelle già applicate all’interno dell’area di roaming dell’Ue. Al momento, tuttavia, si tratta di un iter ancora da completare e non di una misura già operativa.

Il percorso negoziale

Secondo la nota diffusa da Bruxelles, sono stati avviati negoziati bilaterali con i partner coinvolti. Gli accordi dovranno essere conclusi e i sei Paesi dovranno allinearsi pienamente alle norme dell’Ue in materia di roaming. Solo dopo questi passaggi la Commissione potrà invitare il Consiglio a estendere formalmente l’area interessata.

L’avvio dei colloqui era stato autorizzato dal Consiglio europeo nel giugno 2026. La Commissione ha spiegato che gli eventuali accordi saranno collegati agli accordi di stabilizzazione e di associazione già esistenti. Questi strumenti sostengono la stabilità, l’integrazione economica dei Balcani occidentali e una cooperazione più stretta con l’Unione europea.

La misura, quindi, si inserisce nel più ampio rapporto tra l’Ue e la regione e punta a ridurre gli ostacoli alle comunicazioni per le persone che si spostano tra i due ambiti. L’eventuale applicazione del regime senza sovrapprezzi dipenderà dall’esito delle trattative, dalla conclusione degli accordi e dal successivo adeguamento dei partner alle regole comunitarie.