Pisa (PI)

A Pisa gli artigiani contestano i costi dei mercatini di Natale

Gli espositori denunciano tariffe fino a 8.500 euro e tempi organizzativi troppo stretti

Il Natale 2026 a Pisa si apre tra incertezze organizzative e proteste. Dopo il bando andato deserto per la ruota panoramica alla Cittadella, sulla quale resta da capire se sarà pubblicata una nuova gara o individuata un’alternativa, alcuni artigiani hanno contestato le modalità di organizzazione dei mercatini natalizi.

La protesta in piazza Garibaldi

La manifestazione si è svolta ieri mattina in piazza Garibaldi, dove alcuni espositori hanno mostrato un cartello per denunciare l’esclusione dai tradizionali appuntamenti cittadini. Nel mirino ci sono soprattutto i costi richiesti per partecipare e il nuovo assetto degli eventi, ritenuti incompatibili con le possibilità economiche dei piccoli produttori.

Secondo quanto riferito dagli artigiani, le tariffe previste ammontano a 4.950 euro più Iva per un box di quattro metri per due destinato ai prodotti non alimentari, a 6.500 euro per gli alimentari confezionati e a 8.500 euro per le attività di somministrazione. Alle cifre indicate si aggiungerebbe anche il costo dell’elettricità.

Gli espositori sostengono inoltre che, in una prima fase, fosse richiesta soltanto la partita Iva. Una condizione che, a loro giudizio, non terrebbe conto degli operatori dell’ingegno riconosciuti dalla legge regionale. Il timore espresso è che le nuove condizioni finiscano per escludere proprio le realtà artigiane più piccole.

Le rinunce e i dubbi sull’organizzazione

Tra chi non sarà presente c’è Alessandra Saviozzi, che afferma di aver partecipato ai Natali pisani dal 2002, prima in piazza Ulisse Dini, poi in Borgo Largo e infine per molti anni in piazza Garibaldi. L’artigiana ricorda che il mercato si svolgeva tradizionalmente per dodici giorni e lamenta di essere stata esclusa dall’edizione di quest’anno.

Gli espositori riferiscono che potrebbero non essere allestiti nemmeno i banchi tradizionali di via San Francesco e piazza Ulisse Dini. Al loro posto, secondo le contestazioni, sarebbero previste attività legate al food, al cibo da asporto e ad altre proposte commerciali. La gestione dei mercatini coinvolgerebbe quest’anno anche operatori provenienti da Milano.

Fabrizio Filippone, presente da quindici anni, difende la funzione dei mercatini come luogo dove acquistare regali e oggetti unici, non industriali. Anche la pisana Paola Billi ha comunicato che non parteciperà: tra le ipotesi valutate ci sarebbe stata persino la condivisione di una bancarella tra due espositori, ma la spesa sarebbe rimasta comunque troppo alta.

Restano infine le difficoltà logistiche legate ai tempi. Gli artigiani spiegano di dover programmare la partecipazione con mesi di anticipo e di non avere più margini per trovare altre sistemazioni. Annarita Papeschi, presente da 22 anni con le sue creazioni in cartapesta, ha fatto sapere ai clienti che probabilmente sarà costretta a spostarsi a Lucca. Nel frattempo, il quadro definitivo degli appuntamenti natalizi pisani resta ancora da chiarire.