Bergamo (BG)

Beschi cittadino onorario di Bergamo: «Continuerò ad amarvi»

Diciassette anni alla guida della diocesi, tra pandemia, fragilità e collaborazione istituzionale.

Beschi cittadino onorario di Bergamo: «Continuerò ad amarvi»

Un lungo applauso e il pubblico in piedi hanno accolto il vescovo Francesco Beschi nella sala del Consiglio comunale di Bergamo. La seduta straordinaria è stata convocata per celebrare il conferimento della cittadinanza onoraria, approvato all’unanimità dall’Aula nella settimana precedente. Il riconoscimento era stato proposto dalla sindaca Elena Carnevali per il legame costruito dal presule con la città durante i 17 anni di episcopato.

Accanto a Beschi sedevano la sindaca e la presidente del Consiglio comunale Romina Russo. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, consiglieri comunali e cittadini. In prima fila erano presenti i familiari del vescovo, originario di Brescia. L’incontro è stato accompagnato dalla musica della violinista, cantante e cantautrice italo-turca Safiye Haciogullari, del CDpM.

Il legame con la comunità

Nel suo intervento, Beschi ha spiegato di aver accolto il riconoscimento con grande gioia, sottolineando di essersi sentito cittadino di Bergamo fin dal primo giorno del suo servizio. Il vescovo ha ricordato anche gli amministratori che hanno guidato la città negli anni del suo episcopato: Roberto Bruni, Franco Tentorio e Giorgio Gori, presente alla cerimonia.

Tra i momenti richiamati nel discorso ci sono stati la peregrinatio delle spoglie di Papa Giovanni, le visite alle strutture sanitarie cittadine e all’ospedale Papa Giovanni, gli incontri nel carcere e la condivisione delle difficoltà durante la pandemia. Un video ha ripercorso alcuni passaggi dei 17 anni trascorsi a Bergamo, compresi i giorni più duri dell’emergenza Covid, quando Beschi benedisse al cimitero le urne con le ceneri dei cittadini morti, rientrate in città dopo la cremazione.

Il vescovo ha detto di aver ricevuto dalla città sentimenti e valori come appartenenza, determinazione, coraggio, solidarietà, pazienza e accoglienza. Ha quindi invitato la comunità a custodirli e alimentarli in un periodo segnato, a suo giudizio, da pressioni che rischiano di svuotarne il significato. Al termine del suo intervento ha ringraziato per l’onore ricevuto e ha ribadito il proprio legame con Bergamo: «Ho amato questa città, ho amato i suoi cittadini. Continuerò ad amarvi».

La collaborazione tra istituzioni

La sindaca Carnevali ha osservato che ripercorrere l’episcopato di Beschi significa anche rileggere i cambiamenti attraversati dalla comunità bergamasca. In questi anni, ha spiegato, sono mutate le condizioni economiche e sociali, sono emerse nuove fragilità e si sono trasformati i rapporti tra generazioni, lavoro, abitazione e famiglie.

Carnevali ha inoltre evidenziato il rapporto stretto sviluppato tra la Diocesi e le istituzioni civili. La collaborazione, ha detto, ha permesso di affrontare questioni importanti attraverso strategie condivise in diversi ambiti. Rivolgendosi al vescovo, prossimo alla pensione, la sindaca ha infine assicurato che il legame con la città continuerà: «Bergamo sarà sempre la sua casa».