Cgil e Cisl di Macerata, insieme alle federazioni provinciali dei trasporti Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal, contestano la gestione della mobilità sostitutiva attivata dopo la chiusura degli ascensori del parcheggio del centro storico. Le organizzazioni chiedono al Comune e ad Apm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale, di convocare un tavolo di confronto e di rivedere le scelte adottate.
Secondo i sindacati, per coprire il nuovo collegamento pomeridiano sono state soppresse alcune corse ordinarie considerate strategiche, tra cui quelle delle linee 7/10, 6 e 2. La linea 7/10, in particolare, viene indicata come importante per gli studenti universitari. Le sigle sostengono che la navetta si sia dimostrata poco efficace già dall’avvio, con appena 13-15 passeggeri nel primo giorno, oltre a essere penalizzata dall’assenza di orari cadenzati e dal capolinea in piazza Oberdan, ritenuto meno funzionale rispetto a piazza della Libertà.
La spesa per il collegamento
Nel mirino delle organizzazioni sindacali c’è anche la spesa prevista per il servizio affidato a un operatore privato nella fascia mattutina. Il riferimento è alla determina Apm numero 244, che indica un importo di 97.950 euro più Iva. Considerando l’imposta e le opzioni previste, la somma complessiva viene stimata in circa 120mila euro per una durata di cinque o sei mesi, cioè per il periodo dei lavori.
Le confederazioni parlano di una scelta politica e gestionale contestabile, sostenendo che le risorse pubbliche avrebbero potuto essere utilizzate per valorizzare l’azienda pubblica e il personale interno. Il sindacato respinge inoltre l’ipotesi che alla base dell’affidamento vi sia una carenza di organico non risolvibile. In caso di difficoltà numeriche, affermano le sigle, un confronto preventivo avrebbe potuto individuare soluzioni organizzative flessibili, tutelando ferie, riposi e turnazioni dei lavoratori.
La richiesta a Comune e Apm
Le organizzazioni sostengono che una diversa programmazione avrebbe consentito di garantire la copertura dei collegamenti, riconoscendo eventualmente un compenso adeguato al personale, e di ridurre i costi a carico delle casse pubbliche. Nei giorni scorsi hanno quindi inviato una nota congiunta a Comune di Macerata e Apm, chiedendo l’apertura immediata del confronto.
L’obiettivo indicato dai sindacati è il ripristino delle corse ordinarie soppresse e la tutela della mobilità di residenti e studenti. La vicenda nasce dalla necessità di garantire gli spostamenti durante la chiusura degli ascensori del parcheggio del centro storico, ma ha aperto un confronto più ampio sulle modalità di organizzazione del trasporto pubblico e sul ricorso a operatori esterni.