Da sabato 31 ottobre è operativo a Ferrara il Piano Freddo, il servizio promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune per offrire un riparo notturno alle persone senza dimora durante i mesi più rigidi. La misura mette a disposizione 18 posti letto e si inserisce in un sistema più ampio di interventi contro la grave marginalità, che comprende accoglienza sulle 24 ore, co-housing e accompagnamento sociale.
Per il 2026 l’Amministrazione comunale ha stanziato oltre 550mila euro, con un incremento di quasi 130mila euro rispetto all’anno precedente. L’aumento riguarda in particolare i servizi di accoglienza continuativa, finanziati con 50mila euro aggiuntivi, e il dormitorio, che beneficia di 40mila euro in più. «Il Piano Freddo rafforza la capacità di rispondere alle situazioni di maggiore fragilità», ha dichiarato l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie Cristina Coletti.
Accesso tramite valutazione sociale
I 18 posti del Piano Freddo sono destinati all’accoglienza notturna. L’ingresso è previsto tra le 19 e le 20.45 ed è possibile esclusivamente su invio dell’équipe Prins, che esamina le singole situazioni e individua la soluzione più adeguata. Il sistema comprende inoltre 20 posti sulle 24 ore, destinati a persone che necessitano di un sostegno continuativo, e otto posti in bassa soglia per l’accoglienza degli uomini.
Gli ospiti vengono coinvolti in un progetto individuale definito con l’assistente sociale e gli operatori, con l’obiettivo di migliorare le condizioni personali e favorire una progressiva autonomia abitativa. Per le donne in situazione di difficoltà sono disponibili sei posti di accoglienza a bassa soglia sulle 12 ore e altri 17 posti sulle 24 ore. Il co-housing di Santa Rita ospita invece donne sole e nuclei familiari composti da madri e figli: attualmente vi risiedono dieci donne e sei minori.
Co-housing e attività sul territorio
Attraverso Asp, il Comune gestisce anche 14 appartamenti di co-housing, nei quali sono accolti 36 adulti e 33 minori. Le strutture consentono a persone e famiglie di sperimentare forme di convivenza in alloggi dedicati, con il supporto dei servizi sociali e un percorso finalizzato a consolidare le condizioni per una vita autonoma.
L’accesso ai servizi, realizzati in collaborazione con gli enti del Terzo Settore, è preceduto da un colloquio con l’assistente sociale e dalla valutazione di un’équipe composta da assistenti sociali, educatori e operatori sociali. Chi ha bisogno di assistenza può rivolgersi allo Sportello Sociale Unico Integrato, che programma il colloquio con l’équipe Prins e orienta la persona verso la soluzione più adatta.
Un ruolo specifico è svolto dall’Unità di Strada, che mantiene i contatti con chi vive all’aperto, distribuisce beni di prima necessità e fornisce informazioni sulle opportunità disponibili. Gli operatori effettuano colloqui, accompagnano le persone ai servizi e facilitano l’accesso alle misure di sostegno. Dal 2023, all’interno di Asp, è attivo anche lo sportello Prins, punto di raccordo tra le persone senza dimora e la rete di accoglienza.
Lo sportello gestisce gli invii al Piano Freddo e collabora con l’équipe per individuare la collocazione più adeguata. Tra le attività rientrano anche il supporto per la richiesta di residenza fittizia e l’attivazione di caselle di fermo posta, strumenti utili per mantenere un recapito e accedere ai servizi. Da gennaio a ottobre 2026 lo sportello Prins ha svolto 85 colloqui.