Ha perso la vista, ma non il suo legame con la scherma. Ogni settimana, Tullio Mugnaini, 71 anni, entra nella sala d’armi del Circolo Schermistico Aretino, dove continua a trasmettere la sua passione per questo sport. Ascolta il suono dei fioretti che si incrociano e percepisce i movimenti dei suoi allievi attraverso il contatto del ferro. Mugnaini è un punto di riferimento per generazioni di schermitori, avendo vissuto decenni di storia della società di piazza San Giusto.
Una malattia degenerativa, iniziata nel 1989, gli ha progressivamente portato via la vista, fino alla completa perdita nei primi anni Duemila. Tuttavia, questo non ha fermato il suo impegno. “Quando una cosa ce l’hai dentro, quando ti piace, trovi il modo di continuare”, racconta. Il suo metodo di insegnamento si basa su sensibilità, esperienza e ascolto, permettendogli di allenare i ragazzi e trasmettere dettagli che solo chi ha vissuto a lungo sulla pedana può cogliere.
Un metodo innovativo
Dopo il pensionamento da Confcommercio, Mugnaini continua a insegnare scherma. “Per me è importante stare ancora in attività, dare il mio contributo. Vado in sala e faccio le mie lezioni a modo mio. Non è che faccio sempre la stessa cosa, ogni tanto lavoro con gli allievi. La società è viva, abbiamo oltre sessanta, settanta iscritti: ci sono bambini, ragazzi agonisti, adulti e anche ragazzi paralimpici in carrozzina. La cosa importante è andare avanti”.
Il suo approccio all’insegnamento è unico, poiché non può più vedere la pedana. “Vado molto sul ferro dell’allievo. Cerco il contatto con il fioretto. Gli faccio fare dei movimenti e loro devono rispondere. Attraverso il ferro riesco a capire tante cose. Sento se tengono il fioretto in modo rigido o morbido, capisco la distanza e come arriva la toccata”. Mugnaini ha sviluppato un metodo che gli consente di allenare i suoi allievi in modo efficace, nonostante la sua disabilità visiva.
La scherma senza occhi
La domanda sorge spontanea: si può leggere la scherma anche senza gli occhi? “Sì, perché la scherma non è solo vedere. Il ferro ti dà tante informazioni. Quando tocchi il fioretto dell’altro, senti come lo tiene, se è contratto o rilassato. Riesci a capire tante situazioni, come la distanza e la qualità del movimento. È un modo particolare di insegnare, ma dà risultati”. Mugnaini ha iniziato la sua carriera come atleta, partecipando a gare nazionali e internazionali per circa dieci anni, specializzandosi nel fioretto.