Toscana

Il festival dei 40 anni guarda al futuro

Mauro Valenti illustra iniziative internazionali, giovani protagonisti e un confronto operativo con l’amministrazione.

Arezzo Wave si prepara a celebrare il traguardo dei 40 anni con un programma che, nelle intenzioni del fondatore Mauro Valenti, non dovrà limitarsi a rievocare il passato. Il 2, 3 e 4 ottobre l’evento porterà in piazza la propria storia e una nuova generazione di musicisti. Valenti parla di una festa rivolta al futuro, dopo un percorso che ha coinvolto oltre 2.000 gruppi provenienti da cinque continenti e circa due milioni di spettatori, con concerti sempre gratuiti.

Il momento centrale sarà il 4 ottobre, quando i 18 giovani di Aria di Musica saliranno sul palco con otto brani legati ad alcuni degli artisti transitati dal festival. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Toscana, prevede reinterpretazioni di canzoni associate, tra gli altri, a Ivano Fossati, Carmen Consoli, Fabri Fibra e Gianna Nannini. La produzione è affidata a Saverio Lanza. Per Valenti, affidare il palco ai ventenni rappresenta il modo più coerente per trasformare l’anniversario in un nuovo punto di partenza.

Un progetto oltre la rievocazione

Rispetto all’ipotesi di ripartire dall’esperienza del 1987, il fondatore esclude un ritorno ai format del passato. L’obiettivo, spiega, è costruire un progetto culturale di livello internazionale e con un’identità riconoscibile, non una semplice rassegna. La proposta, però, dovrà essere presentata prima all’amministrazione comunale e non affidata al dibattito pubblico sui giornali. L’eventuale sostegno, secondo Valenti, dovrà tradursi in un incontro, spazi e risposte concrete.

Il riferimento è anche all’interrogazione presentata dai consiglieri del Pd Ceccarelli e De Robertis, che ha riportato il tema all’attenzione del consiglio comunale. Valenti considera significativo il riconoscimento del valore del festival da parte dell’intera assemblea, opposizione compresa, ma precisa di voler valutare l’atteggiamento delle istituzioni sulla base dei fatti.

Nel corso dell’intervista, Valenti ricorda inoltre che il festival aveva già assunto una dimensione nazionale e che le esperienze maturate a Firenze, Livorno e Lecce hanno rappresentato tappe di un percorso più ampio. Cita il lavoro dell’Italian Music Office, attivo per vent’anni nella promozione di artisti italiani all’estero, e il recente appuntamento di Arezzo Wave London, ospitato dall’ambasciata d’Italia e da un palco londinese.

Il rapporto con la città

Alla domanda sul distacco da Arezzo, Valenti risponde di non vivere di rimpianti e definisce il dispiacere soprattutto come legato alla città. Sottolinea però di non essersene mai allontanato: è aretino, la fondazione resta nella città e il progetto Aria di Musica ha riportato sul territorio la formazione di nuovi artisti toscani. Nel suo ragionamento assume un significato anche la figura di Guido d’Arezzo, considerato il simbolo di una tradizione musicale che rende il territorio il luogo naturale per questa attività.

Valenti annuncia che presenterà formalmente le proprie proposte al sindaco Alessandro Comanducci e all’amministrazione. Le porte, sostiene, sono aperte, ma la scelta spetterà a tutti i soggetti coinvolti: decidere se il quarantesimo anniversario resterà una ricorrenza o diventerà l’avvio di una nuova fase.

Il confronto con la promozione dell’Arezzo calcio in Serie B serve infine a chiarire la sua idea di rilancio. Il successo, sostiene, non si misura soltanto nel numero di spettatori o nei nomi in cartellone, ma nella capacità di una città di generare idee, relazioni e opportunità per i giovani. A sostegno di questa visione richiama i 300mila euro di fondi europei e regionali destinati ad Aria di Musica: risorse ottenute, afferma, per un progetto e non per la nostalgia del passato.