L’aumento del prezzo del gasolio mette sotto pressione le associazioni che garantiscono il trasporto sanitario e l’emergenza territoriale. A Palazzo Cavallo si è svolto un incontro tra l’assessore al sociale Rossella Sposato e i rappresentanti di Croce Bianca e Misericordia, che hanno chiesto di verificare possibili interventi a sostegno dei servizi.
Il confronto è stato promosso dalle realtà del volontariato per valutare i margini di manovra all’interno delle convenzioni attivate con gli enti locali e regionali. Al tavolo erano presenti Urbano Dini, responsabile della Croce Bianca, e Giuliano Sili, segretario generale della Misericordia aretina. L’obiettivo è alleggerire l’impatto del caro-carburante sui bilanci della rete che comprende anche la Croce Rossa.
Costi in aumento
Secondo le stime riportate dalle associazioni, il gasolio è aumentato di circa 30 per cento. Per ciascun sodalizio questo si traduce in una spesa aggiuntiva media di 5-6mila euro al mese, pari a circa 60mila euro in più su base annua. Una voce difficile da comprimere, perché i mezzi devono continuare a percorrere le strade per accompagnare persone fragili verso strutture sanitarie, visite specialistiche, esami, terapie e percorsi riabilitativi.
La situazione riguarda anche il servizio di emergenza, che deve essere assicurato senza interruzioni, 24 ore su 24. A differenza di altri ambiti, le associazioni non possono ridurre gli spostamenti o limitare i consumi senza incidere direttamente sulle prestazioni garantite alla popolazione. Il coordinamento provinciale della Misericordia, che riunisce 37 confraternite distribuite in gran parte dei Comuni, ha rinnovato l’appello alle istituzioni. La Regione, intanto, ha avviato una valutazione tecnica sul problema.
Il rischio di ridurre le corse
Durante l’incontro, l’assessore Sposato ha assicurato che saranno analizzate le convenzioni per capire se esistano possibilità di sostegno già nell’anno in corso. Dini ha definito positivo il confronto, pur sottolineando che i margini di intervento restano legati alle risorse disponibili e a un quadro internazionale che continua a incidere sui prezzi dell’energia.
Se il gasolio dovesse restare sopra i due euro al litro, le associazioni potrebbero essere costrette a rivedere l’organizzazione dei servizi. Tra le ipotesi ancora da approfondire c’è anche la possibilità di fermare un’ambulanza da settembre, con una conseguente riduzione delle corse. Per ora i responsabili stanno esaminando costi e convenzioni, ma l’allarme resta legato alla sostenibilità economica dell’intera rete di soccorso.