Riaprire il fosso coperto di Corso Garibaldi come primo intervento di un più ampio piano di adattamento climatico. È la proposta dell’architetto lucchese Claudio Pardini Cattani, che rilancia una strategia per contrastare il riscaldamento urbano e trasformare il centro storico in una rete integrata di spazi verdi e blu. L’idea è stata presentata il 7 settembre 2026 nel dibattito sul futuro assetto urbanistico della città.
Un’infrastruttura storica per il clima
Il fosso di Corso Garibaldi, infrastruttura idraulica risalente al Trecento e tombata nel 1821, non viene considerato soltanto come una testimonianza del passato. Secondo l’architetto, il suo recupero potrebbe contribuire a ridurre gli effetti delle ondate di calore attraverso il ritorno dell’acqua, della vegetazione e di superfici capaci di assorbire le precipitazioni. Il progetto prevede una riapertura almeno parziale del canale, con il mantenimento degli attraversamenti necessari.
La proposta si inserisce in un disegno più ampio, basato su una rete di infrastrutture verdi e blu dal Pubblico Condotto alle piazze, dalla Manifattura alle Mura e agli spalti, fino ai quartieri. L’obiettivo indicato è superare la logica degli interventi isolati e dotare Lucca di un piano con indicatori ambientali misurabili: maggiore copertura arborea, riduzione delle superfici impermeabili, incremento dei suoli depavimentati, continuità dei percorsi ombreggiati e capacità di trattenere le piogge intense.
Piazze e quartieri nella rete verde
Un altro punto della proposta riguarda la creazione di rifugi climatici diffusi all’interno della cerchia muraria. Per individuare le aree più esposte al calore, Pardini Cattani suggerisce una mappa dell’isola di calore urbano che incroci temperatura delle superfici, presenza di alberi, distribuzione della popolazione anziana, percorsi pedonali e servizi pubblici. Piazze e slarghi oggi caratterizzati soprattutto da pietra e asfalto potrebbero essere trasformati con alberi di grande chioma, superfici permeabili, fontane, pergolati vegetali e sedute ombreggiate.
Tra gli spazi da valorizzare viene indicata anche la Manifattura Tabacchi, con i suoi grandi cortili, che potrebbe diventare uno dei principali rifugi climatici del centro storico. Il progetto, però, non si fermerebbe dentro le Mura: gli spalti potrebbero funzionare come un anello di collegamento con la rete esterna, mentre dalle sortite partirebbero corridoi alberati e ciclabili verso Sant’Anna, San Concordio, San Marco, Arancio, San Filippo e gli altri quartieri della Piana.
Nel disegno dell’architetto, Corso Garibaldi diventerebbe quindi un progetto pilota della nuova strategia urbana. Ai lati del canale potrebbero essere rafforzati il filare alberato esistente e la vegetazione di sottobosco, con più spazio per superfici permeabili, sedute all’ombra e sistemi di raccolta delle acque meteoriche. La combinazione di acqua, alberi, ombra ed evapotraspirazione avrebbe l’obiettivo di agire sulle condizioni fisiche che amplificano il surriscaldamento degli spazi urbani.