Varese (VA)

Riscaldamento a Varese, limiti graduali fino al 24 ottobre

Impianti attivi per sette ore iniziali, con soglia interna fissata a 19 gradi e deroghe per strutture assistenziali.

Prende il via giovedì 15 ottobre 2026 la stagione termica 2026/2027 a Varese. Il Comune ha emanato un’ordinanza per disciplinare l’utilizzo degli impianti di riscaldamento domestico sul territorio, tenendo conto delle temperature superiori alle medie stagionali, dei costi dell’energia e della necessità di contenere le emissioni inquinanti.

Due fasi per l’accensione

Il provvedimento prevede una gestione graduale. Dal 15 al 23 ottobre, gli impianti potranno funzionare per un massimo di 7 ore al giorno, all’interno della fascia compresa tra le 5 e le 23. Dal 24 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, il limite giornaliero salirà invece a 13 ore, sempre distribuite nella stessa finestra oraria.

Per l’intera stagione termica, negli ambienti interni degli edifici la temperatura dell’aria dovrà essere ridotta di un grado, passando dai precedenti 20 ai 19 gradi, con una tolleranza di 2 gradi. Per gli immobili destinati ad attività industriali, artigianali e assimilate resta invariato il limite di 18 gradi, anch’esso con una tolleranza di 2 gradi.

Le strutture escluse

Le limitazioni non riguardano tutte le strutture. Sono escluse dagli obblighi relativi agli orari e alle temperature ospedali, cliniche, case di cura e RSA, oltre alle strutture protette dedicate all’assistenza di persone fragili, tra cui anziani e minori.

Per asili nido e scuole dell’infanzia non si applica in particolare la riduzione della temperatura a 19 gradi. Restano quindi previste specifiche eccezioni per i servizi rivolti ai bambini e per le strutture sanitarie o assistenziali, considerate le loro esigenze di funzionamento e di tutela degli utenti.

L’ordinanza si inserisce nel Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima adottato dal Comune nell’ambito del Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia. La misura punta a ridurre le emissioni inquinanti e i gas serra, contenendo allo stesso tempo i consumi in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi energetici. Alla scelta hanno contribuito anche le sollecitazioni di associazioni di amministratori di condominio, che avevano chiesto di rinviare l’avvio a pieno regime degli impianti.