Toscana

Residenti contro il muro sul torrente Castro

Il comitato denuncia l’assenza di alberi e chiede chiarimenti sul ripristino ambientale dopo gli interventi idraulici.

Gli abitanti di via Duranti, via Pieraccini e via Recapito agli Orti Redi, ad Arezzo, protestano per le conseguenze dei lavori di adeguamento idraulico eseguiti sul torrente Castro. I residenti, riuniti in un comitato spontaneo, chiedono spiegazioni sul risultato dell’intervento e sul mancato ripristino dell’area al termine del cantiere.

Secondo quanto riferito dal comitato, prima dei lavori la zona era caratterizzata dalla presenza di alberi, vegetazione, fauna e avifauna. Oggi, invece, lungo il corso d’acqua si trova una struttura lunga circa 300 metri, descritta dagli abitanti come una muraglia completamente spoglia. La trasformazione, sostengono, avrebbe modificato in modo profondo il paesaggio e le condizioni ambientali del quartiere.

Le richieste degli abitanti

I residenti precisano di non essere contrari alle opere di messa in sicurezza e di non aver mai messo in discussione la necessità di intervenire sul torrente. Le loro contestazioni riguardano soprattutto le modalità con cui i lavori sono stati conclusi, senza che fosse previsto, a loro giudizio, un adeguato ripristino del verde e senza sufficienti garanzie sulla sicurezza di chi oggi frequenta l’area.

Fin dall’avvio del cantiere, gli abitanti hanno contattato gli uffici del Genio Civile per conoscere i contenuti del progetto e le soluzioni previste per la sistemazione successiva. Il comitato riferisce di aver partecipato a tre incontri con gli enti coinvolti, durante i quali sarebbero state espresse preoccupazioni sia per la tutela della vegetazione sia per la sicurezza della zona.

Gli incontri con gli enti

All’ultimo confronto, secondo la ricostruzione dei residenti, erano presenti un rappresentante del Comune, un dirigente del Genio Civile e Legambiente. In quella sede si sarebbe discusso anche delle caratteristiche e delle tipologie di alberi più adatte a essere ripiantate nell’area interessata dai lavori.

A lavori conclusi, tuttavia, il comitato sostiene di non aver ricevuto dal Genio Civile della Regione informazioni concrete sul futuro della zona. Nel frattempo, osservano gli abitanti, lo spazio che offriva ombra e biodiversità appare oggi privo di vegetazione e, nelle loro parole, desolato. La richiesta è quindi di conoscere se e con quali modalità sarà realizzato il recupero ambientale, oltre alle misure previste per rendere nuovamente fruibile e sicura l’area del quartiere.