Toscana

Paladini: studi sull’erosione prima di ampliare lo scalo

Il gruppo chiede verifiche sugli effetti ambientali e sulle ricadute economiche delle opere previste.

La costa apuoversiliese deve essere considerata un’area particolarmente delicata secondo i Paladini apuoversiliesi, intervenuti sul masterplan della costa toscana 2026. Il documento regionale programma 547 milioni di euro in vent’anni per circa 600 chilometri di litorale. Nel tratto di 61,3 chilometri compreso tra la foce del Magra e Livorno sono previsti investimenti per 44,6 milioni nei prossimi dieci anni.

Il gruppo chiede però che alle opere venga affiancata una più ampia attività di analisi. La presidente Orietta Colacicco osserva che il masterplan è soprattutto un insieme di linee di indirizzo regionali dedicate a strategie, azioni e ricerca. Le risorse destinate agli studi ammontano a 2.844.000 euro nel decennio e dovrebbero raggiungere 9.848.000 euro nell’arco di vent’anni.

Il valore economico dell’arenile

Per i Paladini, la spiaggia rappresenta sia un patrimonio ambientale sia un motore economico per il territorio. La stima indicata dal gruppo è di circa 2mila euro per ogni metro quadrato di arenile, considerando le attività balneari, gli alberghi, il commercio, la ristorazione e i servizi. Colacicco sostiene che la riduzione delle spiagge sul litorale apuano abbia prodotto perdite di fatturato complessive nell’ordine di decine o centinaia di milioni di euro.

Come esempio, la presidente cita la perdita di 30 ombrelloni. Applicando il calcolo basato sui nove metri quadrati previsti per ciascuna postazione e sul valore economico stimato per metro quadrato, il danno raggiungerebbe circa 540mila euro. Il gruppo sottolinea così la necessità di valutare l’erosione anche per le conseguenze sulle attività che dipendono dalla disponibilità dell’arenile.

Il rapporto con il porto

Il nodo principale dell’analisi riguarda il rapporto tra l’erosione e il porto di Marina di Carrara. Nel masterplan, riferiscono i Paladini, si riconosce che la costruzione dello scalo ha condizionato l’evoluzione della linea di riva. Colacicco ricorda inoltre il caso del bagno Oliviero, ai Ronchi, dove la spiaggia sarebbe passata da oltre 160 metri negli anni Sessanta agli attuali 40 metri o meno.

Da qui nasce la preoccupazione per l’eventuale ampliamento del porto, indicato in una superficie di 140mila metri quadrati. I Paladini chiedono di conoscere le conseguenze di una nuova trasformazione e il relativo impatto ambientale. Nella sua analisi, Colacicco richiama anche le indicazioni del presidente della Regione Eugenio Giani, che aveva segnalato le principali emergenze della fascia settentrionale, dalla Versilia alla provincia di Massa-Carrara, parlando di interventi complementari alla presenza dello scalo.

Proprio sul significato del termine complementari il gruppo annuncia una richiesta formale di chiarimenti. Tra le questioni sollevate c’è anche l’avanzata dell’erosione verso la Versilia, fenomeno che, secondo i Paladini, le recenti mareggiate avrebbero reso ancora più evidente. L’associazione sostiene di averne segnalato il rischio già da 27 anni.

La richiesta centrale è di procedere con valutazioni basate sui dati disponibili, includendo quelli relativi ai cambiamenti climatici. I Paladini chiedono inoltre di inserire un modello fisico-idraulico a fondo mobile, già sollecitato da tre anni, per verificare gli effetti delle opere legate all’ampliamento sull’intera costa apuoversiliese. Secondo Colacicco, sulla costa apuana si possono avviare gli interventi urgenti, ma gli studi devono proseguire per evitare che la gestione dell’emergenza produca in futuro un problema ancora più grave.