Il Masterplan coste 2026 della Regione Toscana interesserà anche il litorale naturale del Parco di San Rossore, una delle aree individuate dal piano per interventi di protezione e ripristino. Il programma regionale, presentato nei giorni scorsi dal governatore Eugenio Giani, prevede azioni distribuite nell’arco di vent’anni e riguarda sia i tratti costieri urbanizzati sia quelli caratterizzati da un elevato valore ambientale.
La situazione più critica è quella compresa tra Boccadarno e Bocca di Serchio. Si tratta di oltre dieci chilometri di spiaggia rimasti in gran parte liberi da stabilimenti balneari e quindi soggetti a un’evoluzione naturale, ma esposti da tempo all’erosione. Negli ultimi quarant’anni, secondo i dati richiamati nel piano, la linea di costa è arretrata tra 85 e 105 metri, con differenze a seconda dei punti.
Le dune minacciate dall’arretramento
L’arenile presenta oggi un’ampiezza media di circa 20 metri, che in alcuni punti scende sotto i dieci. L’azione del mare ha già inciso sulle dune, provocandone in alcuni casi il taglio e il crollo. Il quadro è diverso più a nord, oltre Bocca di Serchio, dove la spiaggia raggiunge una larghezza media di circa 50 metri. Ancora più esteso risulta il tratto sopra Torre del Lago, nella parte settentrionale del parco, interessato dal fenomeno opposto dell’avanzamento della linea di costa.
Per il segmento più esposto, la Regione prevede interventi di ripascimento, anche attraverso l’utilizzo di una parte dei sedimenti raccolti nel porto di Viareggio, dove il problema principale è invece l’insabbiamento. Il piano contempla inoltre la realizzazione di opere sommerse con funzione di protezione. Le misure riprendono le proposte e le osservazioni formulate dal presidente del parco Lorenzo Bani e dagli esperti che hanno analizzato le condizioni del litorale.
La tutela degli habitat naturali
Bani ha definito il piano un segnale di attenzione verso la spiaggia naturale di San Rossore, sottolineando il rischio per gli ecosistemi delle dune e delle lame. Secondo il presidente, intervenire sulle aree non urbanizzate significa difendere ambienti che contribuiscono alla qualità del territorio e ospitano una biodiversità significativa.
Tra gli elementi naturali da preservare figurano gli arbusti della macchia mediterranea, il fratino e le numerose specie di uccelli che utilizzano la zona come rifugio durante le migrazioni. Bani ha però evidenziato che le risorse disponibili consentono soltanto una parte delle opere ritenute necessarie. Per completare il programma, ha aggiunto, serviranno anche finanziamenti governativi collegati alle nuove linee europee previste per il settennato che inizierà a gennaio 2028. Nel piano regionale rientrano anche gli interventi già annunciati per Marina di Pisa, dove nel 2027 sono previsti lavori da 7,5 milioni di euro alla Cella 4 per l’allungamento della spiaggia.