Otto milioni per rafforzare gli argini del Guà tra Cologna e Roveredo

Cantieri e diaframmi impermeabili per proteggere abitati, campagne e attività economiche nel Veronese e nel Padovano.

La Regione del Veneto ha stanziato 8 milioni di euro per rafforzare la sicurezza idraulica lungo il fiume Guà, nel tratto compreso tra Cologna Veneta e Roveredo di Guà. Gli interventi, destinati a ridurre le fragilità delle arginature, produrranno effetti anche sul Basso Padovano e sul Montagnanese, dove il corso d’acqua prosegue con il nome di Frassine.

Il sopralluogo tecnico si è svolto a Roveredo di Guà il 21 ottobre, alla presenza dell’assessora regionale Elisa Venturini. Le opere saranno dirette e curate dal Genio Civile di Vicenza e comprendono quattro interventi di consolidamento dell’argine sinistro, per un valore complessivo di 4,9 milioni di euro, oltre a un progetto da 3,1 milioni per contrastare le filtrazioni nel corpo arginale a valle del ponte di Roveredo.

Consolidamento dell’argine sinistro

Il tratto del Guà tra Cologna Veneta e Roveredo presenta diverse criticità strutturali. Gli argini sono rialzati rispetto alla campagna circostante, mentre alla base della sponda sinistra sono presenti danni provocati dall’erosione e problemi di filtrazione. I lavori sono stati progettati per ridurre il rischio di cedimenti durante le piene e in occasione di eventi meteorologici intensi.

Due dei quattro interventi sull’argine sinistro sono già in fase esecutiva e riguardano i tratti che dal ponte di Roveredo risalgono verso monte. Le lavorazioni prevedono la rimozione delle alberature cresciute nell’alveo, l’asportazione dei sedimenti in eccesso e la ricostruzione delle difese spondali danneggiate. È inoltre prevista l’acquisizione di una fascia di terreno larga quattro metri sul lato campagna, così da consolidare la base dell’argine e facilitare le future manutenzioni. La durata stimata del primo blocco di lavori è di un anno.

Gli altri due interventi si trovano invece in fase progettuale e dovrebbero partire nel 2027, con una durata prevista di dodici mesi. Il secondo progetto, del valore di 3,1 milioni di euro, interesserà il tratto a valle del ponte di Roveredo. Qui è prevista una barriera interna impermeabile, profonda fino a 18 metri dalla sommità dell’argine e lunga circa 1,5 chilometri. Le indagini geotecniche sui materiali sono in corso; l’avvio del cantiere è programmato per la prima metà del 2027 e i lavori dovrebbero durare due anni.

Interventi dopo le precedenti piene

Secondo quanto riferito da Venturini, il programma prosegue il piano di opere realizzato dopo l’alluvione del 2010 e gli interventi urgenti eseguiti dopo la rotta del 16 maggio 2024, vicino al ponte di Baldaria a Cologna Veneta. Dopo il 2010 erano stati realizzati quattro cantieri, per un investimento di 4 milioni di euro, che avevano consentito di sistemare sei chilometri dell’argine destro tra il ponte di via Trieste, a Cologna Veneta, e il ponte di Roveredo. A monte del Leb erano stati inoltre collocati diaframmi su entrambe le sponde. Dopo l’evento del 2024 sono stati impiegati altri 750mila euro per ricostruire la porzione dell’argine destro danneggiata.

Al sopralluogo hanno partecipato anche il consigliere regionale Alberto Bozza, il sindaco Antonio Pastorello e i rappresentanti dei Comuni di Pressana e Montagnana. Venturini ha sottolineato che il rafforzamento degli argini punta a tutelare abitazioni, attività economiche e aree agricole, mentre Bozza ha collegato la necessità degli interventi alla crescente frequenza dei fenomeni meteorologici intensi e alla fragilità idrogeologica di parte del territorio veneto.