Toscana

Ogni anno persi due ettari e mezzo di verde

Il cemento raggiunge il 41,99% e ostacola l’assorbimento delle precipitazioni

Ogni anno Firenze perde in media 2,5 ettari di verde, una superficie equivalente a circa tre campi da calcio e mezzo trasformata in area urbanizzata. Il dato emerge da SuoloData, strumento civico e indipendente che monitora il consumo di suolo sulla base di dati ufficiali di Ispra, Snpa e Istat.

Nel 2024 il suolo artificiale rappresentava il 41,99% della superficie comunale, rispetto al 41,61% registrato nel 2016. Una quota che risente in larga parte della trasformazione urbana avvenuta negli ultimi vent’anni, ma che continua a crescere anche in assenza di un aumento della popolazione.

Un’espansione non sostenuta dalla demografia

Secondo l’analisi di SuoloData, l’incremento delle superfici impermeabilizzate segnala una dinamica di espansione non accompagnata dalla crescita demografica. Il fenomeno viene indicato come un possibile spreco di suolo e mantiene il territorio lontano dall’obiettivo europeo del consumo netto zero entro il 2050.

L’impermeabilizzazione impedisce all’acqua piovana di penetrare nel terreno e di contribuire alla ricarica delle falde. Per il territorio fiorentino, lo strumento stima in 10,8 milioni di litri, pari a circa 4,3 piscine olimpioniche, la quantità di acqua non assorbita a causa del suolo reso artificiale.

Il piano per rimuovere l’asfalto

Tra gli effetti stimati c’è anche la perdita della capacità naturale di trattenere anidride carbonica. Il valore calcolato è di 41,1 tonnellate di CO2, equivalenti alla capacità annuale di assorbimento persa di circa 2.187 alberi.

Negli ultimi dodici mesi è stato avviato un piano di depaving, cioè la rimozione dell’asfalto non necessario da cortili scolastici, piazze e parcheggi dismessi, con l’obiettivo di sostituirlo con suolo vivo e ripristinare il drenaggio naturale. Gli interventi, i cui effetti non sono ancora inclusi nei dati di SuoloData, hanno già eliminato oltre 10mila metri quadrati di asfalto, circa un ettaro complessivo.

Il percorso resta però lungo. La quota di suolo naturale ancora presente nel comune è pari al 58,01%. Nel quadro delineato dall’analisi, la riduzione del consumo passa soprattutto dal contenimento di nuove costruzioni, sia nelle aree private sia in quelle pubbliche.