Il bilancio della stagione riproduttiva è negativo: nessun fratino è sopravvissuto sul litorale pisano e nel Parco di San Rossore. A riferirlo è Luca Puglisi, direttore del Centro ornitologico toscano, che segue la presenza della specie, minacciata di estinzione e sottoposta a tutela.
Le cause individuate sono principalmente tre: la crescente erosione costiera, la presenza umana e l’azione dei predatori naturali, tra cui le volpi. Da diversi anni, spiega Puglisi, il numero dei nidi è molto basso e le possibilità di riproduzione risultano condizionate dalla trasformazione degli ambienti dunali e degli arenili.
Le difficoltà sulle spiagge
Le aree potenzialmente più adatte alla nidificazione si trovano soprattutto sulle spiagge di Vecchiano e Viareggio. Secondo il Centro ornitologico toscano, però, questi luoghi sono interessati da una frequentazione non compatibile con il loro valore naturale: persone e cani si muovono non soltanto vicino alla battigia, ma anche nelle zone più interne dell’arenile e negli ambienti dunali, nonostante le norme di tutela del Parco.
Il tratto di San Rossore deve invece fare i conti soprattutto con l’erosione. Le uniche nidificazioni registrate negli ultimi anni all’interno del Parco sono avvenute in punti dove le mareggiate avevano accumulato sabbia nelle aree umide retrodunali, creando temporaneamente arenili più profondi. In una stagione sono stati individuati due nidi: uno è stato predato quando era ormai vicino alla schiusa.
Nidi dispersi e una sola femmina inanellata
Nel secondo nido i pulcini sono nati durante la forte perturbazione di metà maggio, ma soltanto uno è sopravvissuto. Il giovane è poi scomparso nelle settimane successive, in coincidenza con l’inizio degli sbarchi dal mare a San Rossore. Puglisi precisa che potrebbe trattarsi soltanto di una coincidenza, senza stabilire un rapporto diretto tra i due eventi.
Un’ulteriore nidificazione si è verificata a San Rossore in luglio. Il nido è stato notato da una persona in passeggiata, che ha cercato di proteggerlo disponendo alcuni legni intorno. Nella notte, tuttavia, il nido è stato predato da una volpe. L’unico dato incoraggiante riguarda una femmina inanellata sul litorale del Parco, oggi presente in Maremma per il periodo di spiumatura.
Per il Centro ornitologico toscano, la prospettiva è affidata anche al progetto Life Alexandro, dedicato alla conservazione del fratino. L’obiettivo indicato è mettere in campo misure più incisive per proteggere gli habitat di nidificazione e ridurre i fattori che rendono sempre più difficile la sopravvivenza della specie.