Un’opera che dall’esterno sembrava integra nascondeva, sotto la superficie dell’acqua, una criticità potenzialmente pericolosa. La soglia del fiume, elemento utile a mantenere stabile il fondo del Tevere, risultava infatti in gran parte svuotata. Per questo il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno è intervenuto a Sansepolcro, subito a valle del ponte sulla strada statale 73, in un’area strategica tra la zona industriale e il centro abitato.
L’intervento è stato inserito nel Piano delle Attività di Bonifica 2026 ed è stato completato di recente. L’obiettivo era prevenire il cedimento della soglia, esposta da tempo all’azione erosiva della corrente, e ripristinare la stabilità dell’opera. Prima dell’apertura del cantiere è stata inoltre eseguita un’operazione di recupero della fauna ittica: centinaia di esemplari sono stati trasferiti a monte del tratto interessato dai lavori.
Il consolidamento della soglia
Le squadre consortili hanno rincalzato la soglia con massi ciclopici, collocati nella parte più esposta alla forza dell’acqua. Gli elementi sono stati intasati con calcestruzzo e collegati tra loro attraverso specifici ancoraggi, così da contrastare l’erosione e restituire continuità alla struttura. Secondo il caposettore PAB dell’Area Manutenzioni, l’ingegner Enrico Righeschi, la soluzione adottata è stata pensata per rafforzare l’opera e limitarne il deterioramento nel tempo.
Le lavorazioni hanno prodotto anche un effetto sul piano ambientale. Il ripristino della soglia ha infatti migliorato la rampa di risalita realizzata negli anni scorsi dal Consorzio, permettendo ai pesci di superare il dislivello creato dall’opera idraulica. In questo modo è diventato più agevole il passaggio lungo il corso d’acqua, in particolare per le trote.
Il supporto alla fauna ittica
L’intasamento con materiale argilloso ha contribuito a ridurre le perdite d’acqua e a rendere più fruibile il percorso anche nei mesi estivi e nei periodi caratterizzati dal deflusso minimo vitale, quando la disponibilità idrica è naturalmente più ridotta. Le attività di recupero degli esemplari sono state realizzate con la collaborazione dei responsabili della ZRS Tail Water Tevere e delle guardie ittiche volontarie FIPSAS di Sansepolcro.
La presidente del Consorzio, Serena Stefani, ha sottolineato che la manutenzione del reticolo idraulico richiede anche controlli sulle condizioni che non sono immediatamente visibili. Oltre a garantire la sicurezza del corso d’acqua, il consolidamento delle opere può contribuire alla tutela della biodiversità vegetale e animale e favorire l’infiltrazione nel sottosuolo, utile alla ricarica delle falde acquifere.
Per il direttore generale Tulio Marcelli, l’intervento ha consentito di raggiungere due obiettivi: consolidare una soglia che aveva perso parte del proprio sostegno e migliorare, sfruttando la presenza del cantiere, la funzionalità della rampa destinata alla risalita dei pesci.