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La ricerca ridefinisce le specie di Armeria in Italia

Dati genetici, forme e cromosomi risolvono dubbi secolari e riconoscono un endemismo del Pollino.

La classificazione delle Armeria italiane è stata aggiornata da uno studio coordinato dall’Università di Pisa. La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale TAXON, ha ridefinito la distribuzione di queste piante mediterranee nella penisola e in Sicilia, risolvendo incertezze scientifiche che duravano da oltre un secolo.

Uno dei principali risultati riguarda Armeria canescens, a lungo considerata parte della flora italiana. Le analisi condotte dai ricercatori hanno stabilito che questa specie cresce invece esclusivamente nei Balcani. Al tempo stesso, lo studio ha riconosciuto come specie autonoma Armeria pollinensis, presente nel Massiccio del Pollino, tra Basilicata e Calabria.

Un quadro più preciso della biodiversità

La ricerca identifica complessivamente dieci specie endemiche nell’area esaminata e porta a quindici il numero totale delle Armeria endemiche presenti in Italia. Secondo gli autori, il Paese si conferma il secondo centro mondiale di biodiversità per questo genere, dopo la penisola iberica.

La classificazione, spiegano i ricercatori, non riguarda soltanto la corretta attribuzione di un nome, ma costituisce la base per conoscere e tutelare la biodiversità. Il professor Lorenzo Peruzzi, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e coordinatore dello studio, sottolinea che l’integrazione di dati genetici, morfologici e cromosomici ha permesso di correggere attribuzioni consolidate e di fornire una base più solida agli studi futuri sulla distribuzione, sull’evoluzione e sulla conservazione delle piante.

Le analisi su campioni e semi

Dal punto di vista metodologico, il lavoro ha combinato analisi del DNA, misurazioni delle piante e dei semi e osservazioni dei cromosomi. Sono state esaminate 21 popolazioni, per un totale di 409 campioni d’erbario e oltre duemila semi. L’utilizzo di modelli statistici avanzati ha consentito di individuare differenze difficili da rilevare attraverso le sole analisi tradizionali.

Primo autore della ricerca è Manuel Tiburtini, originario di Fermo e dottore di ricerca in Biology all’Università di Pisa. La sua tesi sulla sistematica di Armeria ha ricevuto il Premio Internazionale di Dottorato della Società Botanica Italiana, assegnato alla migliore tesi in Botanica sistematica. Il riconoscimento sarà consegnato durante il 121° Congresso della Società Botanica Italiana, in programma a Reggio Calabria dal 2 al 5 settembre.

Lo studio è stato coordinato dal PLANTSEED Lab del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e ha coinvolto il Centro per la conservazione della biodiversità dell’Università di Cagliari, il Centro ricerche floristiche dell’Appennino dell’Università di Camerino e del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Sapienza Università di Roma, l’Università della Calabria, l’Università di Napoli Federico II e l’Università di Palermo. La ricerca rientra nel progetto PRIN PLAN.T.S. 2.0, guidato dall’Ateneo pisano e coordinato da Lorenzo Peruzzi.