Lombardia

Il ghiacciaio dei Forni arretra: persi tre chilometri dal 2000

Legambiente segnala una fusione accelerata e danni ai percorsi dopo precipitazioni eccezionali in quota.

Il ghiacciaio dei Forni, nel gruppo Ortles-Cevedale e all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, continua a ridursi sotto l’effetto della crisi climatica e degli eventi meteorologici estremi. La situazione è stata documentata dalla Carovana dei ghiacciai di Legambiente, arrivata in Alta Valtellina per la terza tappa del percorso 2026 insieme agli esperti del Servizio Glaciologico Lombardo, dell’Università degli Studi di Milano e del Parco Nazionale dello Stelvio.

Dall’inizio del secolo il ghiacciaio ha arretrato il proprio fronte di circa 3 chilometri. Nei periodi più caldi la perdita di spessore può raggiungere i 10 centimetri in un giorno. A preoccupare gli esperti sono anche l’annerimento della superficie, l’aumento della copertura detritica e la disgregazione della fronte. Tra il 2014 e il 2022, secondo i dati dell’Università di Milano, il fronte si è ritirato di oltre 400 metri, mentre in alcuni punti lo spessore è diminuito di 70 metri, un valore paragonabile all’altezza di un palazzo di venti piani.

Piogge intense e nuovi rischi

Alle alte temperature si aggiunge la frequenza crescente di precipitazioni intense anche oltre i 3.000 metri di quota. Le piogge dei giorni precedenti hanno fatto registrare 200 millimetri in due giorni sulle Orobie Valtellinesi e 60 millimetri in 24 ore in Valfurva. L’acqua ha provocato la parziale esondazione del torrente Frodolfo e danneggiato un tratto del sentiero che collega il Rifugio Forni alla massa glaciale. Rifugio e percorso restano comunque raggiungibili, nonostante i danni provocati dal maltempo.

I dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente indicano che, tra il primo gennaio e il 23 agosto 2026, sono stati 72 gli eventi meteorologici estremi registrati nelle regioni dell’arco alpino. La Lombardia è la regione più colpita con 23 episodi, seguita dal Veneto con 21 e dal Piemonte con 13. Tra i fenomeni più ricorrenti figurano danni causati dal vento, allagamenti dovuti alle piogge intense, siccità e temperature record.

Il sentiero per conoscere i cambiamenti

Durante la tappa lombarda, la Carovana ha percorso il nuovo Sentiero Glaciologico Stoppani-Desio, inaugurato a luglio nella Valle dei Forni. Il tracciato è lungo circa 4 chilometri e conduce verso la fronte attraverso 13 tappe informative dedicate alla storia climatica e scientifica del luogo. Il ritiro del ghiaccio sta inoltre facendo riemergere tracce della Prima guerra mondiale, che ebbe in quest’area un teatro importante.

Da questo percorso Legambiente ha rilanciato l’invito a frequentare la montagna con maggiore consapevolezza, accompagnando la richiesta di nuove iniziative di informazione e sensibilizzazione. Il bilancio sullo stato del ghiacciaio è stato presentato il 26 agosto 2026 a Sondrio, al termine della tappa svolta dal 24 al 26 agosto. Il Sentiero Stoppani-Desio nasce dalla collaborazione tra Università degli Studi di Milano, Parco Nazionale dello Stelvio, Fondazione Glaciologica Italiana, Servizio Glaciologico Lombardo, Club Alpino Italiano e Comune di Valfurva. La Carovana proseguirà in Friuli-Venezia Giulia, dal 26 al 29 agosto, e quindi in Piemonte, dal 31 agosto al 3 settembre.