Firenze (FI)

Firenze, un albero su tre ha una propensione moderata al cedimento

Dopo temporali intensi, squadre esaminano parchi e piante; l’amministrazione segnala possibili rischi anche a evento concluso.

Sono circa 80mila gli alberi presenti sul territorio comunale di Firenze, un patrimonio verde che negli ultimi anni è sottoposto a un monitoraggio sempre più attento a causa dell’intensificazione di piogge torrenziali e venti forti. Tigli, cipressi e bagolari sono le specie più diffuse, con oltre 8.400 tigli, più di 7.600 cipressi e oltre 6.600 bagolari. Gli alberi contribuiscono alla qualità dell’aria e alla vivibilità urbana, ma in caso di cedimenti possono rappresentare un rischio per veicoli, persone e infrastrutture.

La valutazione della stabilità

La verifica delle condizioni delle piante viene svolta dagli agronomi attraverso l’analisi Vta, acronimo di visual tree assessment. L’esame considera età, dimensioni, stato di salute e sviluppo dell’albero e consente di assegnare una classe di propensione al cedimento. Le categorie sono quattro: A, con rischio trascurabile; B, con rischio basso; C, con rischio moderato; D, con rischio estremo.

La classe C comprende il 30,3% del patrimonio arboreo cittadino, vale a dire più di 24mila alberi. Oltre l’80% di queste piante ha un diametro superiore ai 90 centimetri e, in molti casi, un’età compresa tra i 60 e gli oltre 100 anni. Sono i cosiddetti alberi senescenti o di grande dimensione, sottoposti a particolare sorveglianza perché un eventuale passaggio nella classe D potrebbe rendere necessario un intervento, dall’abbattimento allo sfoltimento della chioma.

Gli alberi inseriti nelle classi A e B rappresentano invece il 69% del totale, oltre 55mila esemplari. Di questi, circa 30mila appartengono alla categoria con propensione al cedimento trascurabile. Si tratta in prevalenza di piante con diametri inferiori ai 30 centimetri, mentre solo una quota minima supera i 90 centimetri. Le dimensioni più contenute riducono, in caso di caduta o rottura, la possibile entità dei danni.

Le verifiche dopo gli eventi

In caso di allerta arancione per vento forte o temporali, a Firenze vengono attivate procedure tecniche e amministrative per la gestione del verde pubblico. Tra le misure previste c’è la chiusura di parchi e spazi verdi. Il Comune sottolinea che la capacità di intervento si basa sui censimenti, sul monitoraggio e sulle valutazioni della stabilità degli alberi.

La fine dell’allerta non coincide automaticamente con la conclusione dei controlli. Dopo un temporale intenso, i tecnici verificano le piante e le aree verdi, con particolare attenzione ai luoghi in cui si siano verificati distacchi di rami, perdite di porzioni della chioma o altri danneggiamenti. Nell’ultimo anno sono stati almeno 15 gli alberi danneggiati, scosciati o abbattuti, quattro dei quali situati in proprietà private. I danni hanno riguardato soltanto cose, in particolare automobili e motorini.

Gli episodi più recenti hanno interessato via Moreni, a Coverciano, dove un albero di grandi dimensioni ha danneggiato tre auto parcheggiate, e piazza Bartali, a Gavinana, dove è precipitato un grosso ramo. La vicesindaca e assessora all’Ambiente Paola Galgani ha ricordato che il rischio zero non esiste e che un albero può subire sollecitazioni non immediatamente visibili anche dopo la fine del temporale. Per questo l’amministrazione invita a mantenere comportamenti prudenti, attendere le verifiche e rispettare le eventuali chiusure degli spazi verdi.