Toscana

Balneari contro il Masterplan: chiesti fondi per la costa

Le associazioni del comparto contestano il piano regionale e chiedono interventi rapidi, dati aggiornati e stanziamenti concreti.

Il Masterplan regionale della costa 2026 non convince il comparto turistico legato al litorale apuano. Dopo la presentazione del piano antierosione, il Consorzio Balneari Massa e le associazioni dell’ospitalità hanno diffuso una lettera aperta per chiedere alla Regione una revisione del documento, risorse specifiche e interventi in tempi brevi.

Secondo i firmatari, il progetto si basa su un monitoraggio della costa fermo al 2020, non prevede stanziamenti per il litorale apuano e non indica soluzioni concrete nell’immediato. Il Consorzio sostiene inoltre di aver già proposto alcune ipotesi di difesa della costa, senza che queste siano state inserite nel piano né che siano arrivate risposte alle richieste avanzate.

La richiesta di un piano operativo

All’iniziativa aderiscono Assobalneari Confindustria, Federalberghi Costa Apuana, Campeggi Riuniti Partaccia, Polo turistico Apuano, Ageparc, Fiba Confesercenti, Sib Confcommercio, Federazione italiana agenti immobiliari professionali e Associazione proprietari non residenti Massa. La posizione è condivisa: servono un aggiornamento verificabile dei dati e un programma di opere accompagnato da finanziamenti effettivi, non da promesse rinviate a futuri bilanci.

Nel documento, le organizzazioni sottolineano che il problema non riguarda soltanto gli stabilimenti balneari. L’arretramento del litorale interessa infatti chi vive lungo il Lungomare, le strutture ricettive, i campeggi, i ristoranti, i negozi e le agenzie immobiliari. Per il comparto, l’erosione mette a rischio un indotto che rappresenta una parte significativa dell’economia locale e incide anche sulla tutela del paesaggio e del patrimonio naturale.

Le conseguenze per il territorio

Felice Caliolo, presidente provinciale Fiaip, evidenzia che la percezione di una costa fragile e priva di una strategia di difesa può ridurre l’interesse verso gli immobili e le locazioni turistiche. Un litorale in arretramento, secondo la categoria, rischia di compromettere la commerciabilità delle abitazioni, il loro valore e l’attrattività economica complessiva dell’area.

Sabrina Giannetti, presidente di Federalberghi Costa Apuana, ribadisce che la questione riguarda tutti coloro che vivono e lavorano sul territorio: prima viene la difesa dell’ambiente, poi la salvaguardia dell’economia che da quel contesto dipende. La richiesta conclusiva alla Regione è di considerare la difesa della costa apuana una priorità e di predisporre un piano di lungo periodo coerente con l’evoluzione del litorale.