La Provincia di Vercelli ha deciso di avviare un’inchiesta pubblica sul progetto presentato da Alcoplast S.r.l. per il revamping del termovalorizzatore e l’introduzione di nuove produzioni industriali. La procedura nasce dalla richiesta avanzata da Legambiente e Pro Natura nell’ambito della consultazione pubblica collegata alla Valutazione di Impatto Ambientale.
Le audizioni si svolgeranno il 31 ottobre e il 14 novembre nella cripta della basilica di Sant’Andrea, a Vercelli, d’intesa con il Comune. Il percorso consentirà alla società proponente di illustrare gli interventi previsti e permetterà a cittadini e associazioni di esprimere osservazioni, formulare domande e manifestare eventuali perplessità.
Il progetto sottoposto alla valutazione
L’iniziativa riguarda l’istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale presentata nei mesi scorsi da Alcoplast alla Provincia. Il progetto prevede innanzitutto il revamping dell’attuale impianto di incenerimento, oggi autorizzato per lo smaltimento D10, con la conversione in impianto di termovalorizzazione destinato al recupero energetico R1.
La capacità di trattamento autorizzata resterebbe invariata a 28.400 tonnellate all’anno. Nel nuovo assetto sono indicati un flusso termico di 9,25 megawatt e una potenza elettrica lorda massima teorica di 1,99 megawatt. Il progetto comprende inoltre una linea per la produzione di acido bis-metilolpropionico, o Bis-MPA, con una capacità prevista di 10.000 tonnellate annue.
Il confronto con cittadini e associazioni
Tra gli interventi figura anche una nuova linea per la produzione di resine amminiche in polvere, di tipo melamminico MF/MUF, attraverso sintesi liquida e atomizzazione in spray dryer. La capacità produttiva prevista per questa lavorazione è di 9.000 tonnellate all’anno.
Il presidente della Provincia, Davide Gilardino, ha spiegato che la decisione di condividere la richiesta delle associazioni ambientaliste punta a garantire la massima trasparenza sul contenuto del progetto. I componenti della commissione incaricata sono stati individuati attraverso un confronto con Legambiente e Pro Natura, mentre l’iter amministrativo proseguirà con il lavoro degli uffici competenti.
Gilardino ha precisato che, allo stato attuale, l’autorità competente non ha ancora formulato valutazioni o determinazioni sulla compatibilità ambientale e sanitaria dell’intervento. Tali aspetti saranno esaminati nell’eventuale fase istruttoria successiva, che potrà essere avviata al termine dell’inchiesta pubblica.