Lombardia

A Seriate rifiuti nelle rogge: 5 milioni l’anno per pulire

Gestiti oltre 2.000 chilometri di canali; richiesta a Comuni e Provincia: installare dispositivi di controllo contro gli abbandoni.

Quella scoperta a Seriate è l’ultima di una lunga serie di discariche abusive individuate lungo la rete dei canali gestita dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. Nella mattinata di mercoledì 30 settembre, il personale dell’ente è intervenuto in via Basse per ripulire una roggia, trovando sacchi di spazzatura, bottiglie di plastica, materiale edile e latte abbandonati.

I rifiuti non rappresentano soltanto un problema di degrado e inquinamento. Quando finiscono nelle rogge possono intasare le griglie e ostacolare il normale deflusso dell’acqua, rendendo necessarie operazioni di rimozione e smaltimento. Secondo il Consorzio, il fenomeno è ricorrente e comporta ogni anno una spesa superiore a 5 milioni di euro.

Una rete di oltre 2.000 chilometri

Escavatori e pale meccaniche vengono utilizzati per mantenere in efficienza una rete di canali lunga più di 2.000 chilometri, che interessa oltre 100 Comuni, dalla Val Seriana fino alla Bassa bergamasca, al confine con la provincia di Cremona. Le attività comprendono la pulizia, il dragaggio delle rogge e lo smaltimento dei materiali raccolti.

Interventi normalmente programmati possono trasformarsi in operazioni straordinarie quando vengono segnalati accumuli di rifiuti o vere e proprie discariche abusive. Il presidente del Consorzio, Franco Gatti, ha definito il problema quotidiano e ha sottolineato che l’incremento dei costi ricade inevitabilmente sui contributi versati dai cittadini bergamaschi.

L’appello alle amministrazioni

Per contenere il fenomeno, il presidente dell’ente ha chiesto la collaborazione delle amministrazioni comunali e della Provincia, soprattutto sul fronte della prevenzione. Tra le misure indicate ci sono l’installazione di telecamere e fototrappole nei punti più esposti agli abbandoni.

Secondo il Consorzio, questi strumenti potrebbero funzionare come deterrente e aiutare a identificare i responsabili. L’abbandono di rifiuti, ha ricordato Gatti, costituisce un reato e, una volta individuati gli autori, può portare all’applicazione delle relative sanzioni. L’obiettivo indicato dall’ente è ridurre gli episodi e limitare i costi sostenuti per la rimozione dei materiali dai canali.