Graffignano (VT)

A Graffignano sequestrati 50 metri cubi di rifiuti edili

L’area, riconducibile a un’attività imprenditoriale, è stata posta sotto vincolo; disposto il ripristino a spese dell’indagato.

Un imprenditore edile è stato denunciato dai Carabinieri Forestali di Montefiascone per il presunto abbandono e deposito incontrollato di rifiuti prodotti dalla propria attività. L’accertamento è avvenuto nel comune di Graffignano, in provincia di Viterbo, dove i militari hanno sequestrato due porzioni di un terreno privato utilizzate per accumulare complessivamente circa 50 metri cubi di materiali di scarto.

Il sopralluogo sul terreno

L’intervento è maturato nell’ambito delle attività di monitoraggio svolte dai Carabinieri Forestali sul territorio della provincia. Durante i controlli, i militari hanno individuato un fondo recintato nel quale si sospettava la presenza di un deposito irregolare. Gli accertamenti successivi hanno consentito di identificare il proprietario dell’area e di verificare che il terreno fosse nella disponibilità dell’imprenditore.

Il sopralluogo, eseguito alla presenza dell’interessato, ha permesso di ricondurre i materiali rinvenuti all’attività edilizia svolta dall’uomo. Le due aree sottoposte a sequestro hanno una superficie di circa 100 metri quadrati ciascuna. I rifiuti erano stati collocati direttamente sul terreno, senza superfici impermeabilizzate né sistemi di protezione o contenimento.

Tra i materiali classificati come rifiuti non pericolosi sono stati trovati scarti di legname provenienti dai cantieri, pallet deteriorati, macerie, calcinacci, pannelli isolanti, imballaggi in plastica, laterizi, manufatti prefabbricati e rottami metallici ferrosi e non ferrosi.

Le prescrizioni per il ripristino

Secondo quanto rilevato dai militari, l’esposizione dei materiali alle precipitazioni può favorire il dilavamento di sostanze residue e microplastiche, con possibili rischi per il sottosuolo e le falde. La permanenza delle macerie può inoltre alterare il drenaggio del terreno, danneggiare la vegetazione e la microfauna, oltre a determinare ulteriori pericoli, tra cui il rischio di incendi e il deterioramento del paesaggio.

Al termine degli accertamenti, l’imprenditore è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Viterbo per le ipotesi contravvenzionali di abbandono e gestione illecita di rifiuti non pericolosi. Il procedimento penale è stato temporaneamente sospeso nell’ambito della procedura prevista dalla normativa ambientale per l’estinzione di determinate contravvenzioni attraverso l’adempimento di specifiche prescrizioni.

L’indagato dovrà provvedere a proprie spese alla completa rimozione dei materiali e affidarne lo smaltimento o il recupero a operatori autorizzati. È inoltre previsto il ripristino delle condizioni originarie delle aree. L’eventuale estinzione del reato sarà subordinata alla verifica dell’effettivo adempimento delle prescrizioni e al pagamento della somma stabilita dalla procedura.

I Carabinieri ricordano la possibilità di segnalare situazioni di degrado o condotte illecite al 112 oppure al numero di pubblica utilità ambientale 1515. Resta ferma la presunzione di innocenza: la responsabilità dell’imprenditore potrà essere accertata in via definitiva soltanto con una decisione giudiziaria irrevocabile.