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Cos’è (e cosa farà) l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico annunciata dal Consiglio supremo di sicurezza dell’Iran

Nonostante siano in corso negoziati per sbloccare il traffico marittimo di navi petrolifere a Hormuz, Teheran intende mantenere il controllo dello stretto

Cos’è (e cosa farà) l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico annunciata dal Consiglio supremo di sicurezza dell’Iran

Potrebbero essere giornate decisive per le sorti del conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran. Il Presidente USA Donald Trump ha infatti annunciato la sospensione di un importante attacco militare sulla Repubblica islamica perché sono in corso “trattative serie”.

Negoziati che, come abbiamo ben potuto capire in questi tre mesi di guerra, hanno al centro in primo luogo il trasferimento dell’uranio arricchito di Teheran, che Washington vede come minaccia per un’arma nucleare, ma anche le sorti dello Stretto di Hormuz, la fascia di mare tra la Penisola Arabica e le coste dell’Iran attraverso cui transitano le navi che trasportano petrolio in tutto il mondo.

Stretto di Hormuz

Il blocco imposto dall’Iran, usato come strategia per mettere pressione agli USA impegnati nel conflitto, sta gravando notevolmente sull’economia globale, provocando non solo aumenti dei prezzi dei carburanti, ma influenzando verso l’alto anche il costo dell’energia utilizzata per la vita di tutti i giorni.

Ma mentre le trattative di queste ore puntano a riaprire la libera navigazione nello Stretto, la volontà dell’Iran e dei Pasdaran rimane quella di mantenere stretta sorveglianza militare su Hormuz. Per questo motivo, il Consiglio supremo di sicurezza di Teheran ha annunciato lunedì 18 maggio 2026 l’istituzione unilaterale dell’Autorità dello Stretto del Golfo Persico.

Nonostante non siano stati diffusi dettagli chiari, il nuovo ente dovrebbe coordinare il passaggio delle navi e le eventuali misure di controllo introdotte dopo la crisi degli ultimi mesi. Questo strumento, quindi, serve all’Iran per rivendicare la propria sovranità nell’area. Secondo i media iraniani, l’ente avrà competenze operative e regolatorie sulla navigazione, sulla sicurezza marittima e sulla riscossione delle tariffe.

Un controllo che Teheran intende mettere in atto anche attraverso la possibile imposizione di dazi all’utilizzo di cavi marittimi che passano per lo Stretto, mossa che creerebbe danni alle principali compagnie digitali del mondo, tutte statunitensi. Secondo l’agenzia iraniana Fars, sarebbero colpite fra le altre Google, Microsoft, Meta, Amazon.

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