Internazionale

A Ferrara il racconto di Safaa Odah dalla Striscia di Gaza

Alla libreria Ubik, Pat Carra ha presentato il volume Fandango dedicato alle sofferenze civili e all’esperienza nei campi

Safaa Odah, disegnatrice e artista dell’animazione palestinese, ha raccontato attraverso il fumetto la vita quotidiana nella Striscia di Gaza, segnata dagli sfollamenti, dalla distruzione e dalla mancanza di beni essenziali. La sua esperienza è stata al centro dell’incontro organizzato dalla sezione ferrarese di Emergency alla libreria Ubik di Ferrara, dedicato al libro Safaa e la tenda – Diario di una fumettista da Gaza, pubblicato da Fandango nel 2026.

Il lavoro tra Gaza e Milano

Odah ha continuato a disegnare nonostante le condizioni di sopravvivenza nella Striscia e i ripetuti spostamenti. Fino al maggio 2024 ha lavorato da Rafah; in seguito, dopo la distruzione della casa di famiglia a causa dei bombardamenti, si è trasferita nei campi profughi dell’area di Khan Yunis. Da quei luoghi ha documentato ciò che accadeva alla popolazione, scegliendo di rappresentare dettagli e sofferenze difficili da descrivere dall’esterno.

All’incontro ha partecipato Pat Carra, curatrice dell’edizione italiana, arrivata da Milano, dove conduce le riviste umoristiche femministe Aspirina ed Erbacce. In dialogo con il giornalista di Estense.com Emanuele Gessi, Carra ha ripercorso il rapporto di amicizia e collaborazione nato nel 2024 attraverso i social, dopo aver conosciuto i disegni di Odah.

Il primo incontro di persona tra le due artiste è avvenuto soltanto poche settimane prima dell’appuntamento ferrarese, in Francia. Odah era stata accolta grazie al programma Pause, promosso dal Collège de France per offrire ospitalità a scienziati e artisti in esilio. Da quella collaborazione sono nati il volume presentato a Ferrara e la mostra Al di là del mare, ancora itinerante in Italia, con tavole individuali e fumetti realizzati a quattro mani.

La guerra raccontata per immagini

Carra ha definito il libro una sorta di Iliade a fumetti. Le tavole, spesso prive di parole, traducono in immagini le difficoltà affrontate dalla popolazione civile: la ricerca della farina, la fame, l’assenza di cibo e la precarietà nei campi per sfollati. Le tende diventano luoghi di vita esposti a piogge, temporali, topi e pulci, mentre la perdita della casa modifica ogni aspetto dell’esistenza.

Tra i temi affrontati compaiono anche la condizione femminile, la genitorialità e l’infanzia. Il libro rappresenta inoltre gli effetti dell’aumento dei prezzi e di un sistema economico che, nelle allegorie delle autrici, trasforma i codici a barre in ghigliottine o in macchine capaci di inghiottire e masticare le persone. L’obiettivo, ha spiegato Carra, è ricondurre il tragico a una dimensione umana e accessibile.

Durante la serata, il gruppo ferrarese di Emergency ha aggiornato il pubblico sulla situazione nella Striscia, ricordando la presenza dell’organizzazione dal mese di agosto 2024. Secondo gli attivisti, a Gaza proseguono bombardamenti, uccisioni e distruzioni di abitazioni e strade. La popolazione sarebbe concentrata in una porzione limitata del territorio, tra tende e accampamenti di fortuna, in condizioni di estrema precarietà.

Emergency ha inoltre richiamato l’attenzione sulla malnutrizione, con particolare riferimento ai bambini e alle donne in gravidanza, che spesso non ricevono il cibo necessario. La testimonianza di Odah e l’intervento dell’organizzazione hanno così collegato il racconto autobiografico del volume alla situazione umanitaria descritta durante l’incontro.