Domani sera a Barletta è prevista la presentazione ufficiale di Le autobiografie degli invisibili. Scrivere storie a narrazione aperta, il saggio di Giuseppe Lagrasta. L’autore, letterato e pedagogista, si è occupato nel corso degli anni di filosofia dell’educazione, formazione degli adolescenti e degli adulti e progettazione di percorsi didattici rivolti anche a persone in condizioni di fragilità.
La scrittura come strumento educativo
Il libro nasce dall’esperienza maturata da Lagrasta nell’ambito della formazione e propone una riflessione sul valore dell’autobiografia come strumento didattico. Il testo esplora il rapporto tra vissuti, emozioni e azione educativa, mettendo in relazione formazione e narrazione, scrittura autobiografica e sviluppo dell’intelligenza emotiva.
Al centro del saggio c’è il metodo autobiografico a narrazione aperta, indicato dall’autore con l’acronimo M.A.N.A. Il percorso prevede il coinvolgimento diretto dei partecipanti nell’ascolto e nella condivisione delle esperienze vissute. Attraverso il dialogo e il confronto, la relazione interpersonale viene utilizzata come spazio per riconoscere la propria identità e rielaborare pensieri ed emozioni.
Secondo Lagrasta, il metodo è rivolto in particolare alle persone che definisce invisibili: soggetti fragili, segnati da difficoltà personali o sociali e spesso privi di occasioni per esprimersi e sentirsi ascoltati. La scrittura può assumere forme diverse, dal diario alla lettera, passando per appunti, racconti realistici e storie immaginarie o fantastiche.
Identità, ascolto e democrazia delle parole
Nel saggio, la narrazione autobiografica viene presentata come un percorso di esplorazione della memoria personale e della memoria storico-sociale. L’obiettivo è favorire nuove consapevolezze, rafforzare la capacità di affermare le proprie idee e dare ordine a pensieri ed emozioni, soprattutto tra adolescenti e adulti in difficoltà.
Lagrasta collega questo lavoro alla cosiddetta democrazia delle parole, intesa come possibilità di riconoscere il valore della propria esperienza e condividerla con gli altri. Il percorso viene inoltre messo in relazione con la democrazia culturale e con l’educazione civica, attraverso il riferimento allo studio e all’approfondimento della Costituzione della Repubblica Italiana.
Per applicare il M.A.N.A., spiega l’autore, sono necessari spazi neutri nei quali le persone possano esprimersi liberamente, senza il timore di essere giudicate. I contesti educativi e relazionali più complessi possono diventare luoghi di sperimentazione del metodo, a condizione che sia presente un mediatore didattico capace di accompagnare il lavoro e orientare lo sviluppo della dimensione interiore ed emotiva.
La presentazione di Le autobiografie degli invisibili sarà quindi un’occasione per approfondire il rapporto tra lettura, scrittura e crescita personale. L’incontro si terrà domani sera a Barletta alla presenza di Giuseppe Lagrasta, autore del volume e ideatore del percorso formativo descritto nel saggio.