Pistoia (PT)

Luigi Tronci chiede fondi per salvare gli strumenti di Puccini

A 91 anni, il custode della raccolta cerca una sede adeguata e risorse per completare i recuperi

Nel giorno dei suoi 91 anni, Luigi Tronci ha rilanciato l’appello per salvaguardare la collezione custodita nella sede della Fondazione di corso Gramsci a Pistoia. Il patrimonio comprende strumenti musicali e oggetti legati alla storia del teatro e dell’opera, alcuni dei quali hanno contribuito alla realizzazione di celebri produzioni come Il Trovatore di Verdi, La Fanciulla del West, Tosca, Turandot e Madama Butterfly di Puccini.

La Fondazione si trova però davanti a due difficoltà principali: lo spazio insufficiente per conservare adeguatamente l’intera raccolta e la mancanza delle risorse necessarie a completare il restauro degli strumenti più compromessi dal tempo. Una parte del materiale è ancora esposta nel chiostro della sede, dove rischia di non ricevere le condizioni di tutela necessarie.

Gli strumenti già recuperati

Grazie anche al sostegno economico della Fondazione Caript, sono stati restaurati alcuni degli strumenti legati al teatro musicale. Tra questi figurano la fonica utilizzata per La Fanciulla del West, le campane da pranzo giapponesi della Madama Butterfly e le campane tubolari impiegate nella Tosca, di cui esistono pochi altri esemplari al mondo.

Camilla Ferri, responsabile dei progetti per l’associazione Tam Tam, che segue le attività della Fondazione, ha ricordato anche il valore dei documenti d’archivio conservati nella raccolta. Tra le testimonianze ci sono le lettere con cui Giacomo Puccini chiedeva a Filippo Tronci garanzie sulla consegna delle campane da Londra a Pistoia.

Il lavoro di recupero ha riguardato inoltre le macchine rumoristiche utilizzate per riprodurre il vento, la pioggia e la grandine. Questi strumenti sono stati recuperati direttamente da Luigi Tronci negli anni Duemila, quando la Casa musicale Ricordi era vicina alla chiusura e avrebbe rischiato di eliminarli. Tronci li prelevò con un furgone, sottraendoli alla dispersione.

Il progetto di un museo

Il sogno indicato da Tronci è la creazione di un museo capace di accogliere l’intero patrimonio una volta conclusi i restauri. La struttura potrebbe offrire una collocazione stabile agli strumenti e consentirne una conservazione più sicura, oltre a renderne possibile la conoscenza da parte del pubblico.

All’iniziativa erano state invitate anche le istituzioni locali. Il sindaco e le assessore alla cultura e al turismo non hanno potuto partecipare, ma secondo quanto riferito dalla Fondazione un confronto sul futuro della raccolta sarebbe già stato avviato. Restano tuttavia da individuare una sede adeguata e i finanziamenti necessari per garantire continuità al progetto e proteggere gli strumenti ancora da restaurare.