Puglia

Gli avvocati del Gargano contro la riapertura di Lucera

La Libera Associazione Forense contesta l’utilità dell’ipotesi e propone un diverso assetto per Foggia e il promontorio

La possibile riapertura del Tribunale di Lucera continua a dividere il territorio della provincia di Foggia. Contro l’ipotesi si schiera la Libera Associazione Forense di San Nicandro Garganico, che contesta l’utilità del progetto per le comunità del Gargano e invita la politica a superare le rivendicazioni legate ai singoli territori.

La posizione è contenuta in un comunicato firmato dal presidente dell’associazione, l’avvocato Giovanni Vetritto, intervenuto nel dibattito sugli emendamenti al disegno di legge sulla revisione della geografia giudiziaria. La LAF prende le distanze dall’entusiasmo espresso da diversi rappresentanti politici locali per il possibile ripristino del presidio lucerino.

Le distanze dal Gargano

Secondo l’associazione, la riapertura non garantirebbe un miglioramento concreto nell’accesso alla giustizia per gli abitanti del promontorio. La principale obiezione riguarda la posizione geografica di Lucera e la carenza di collegamenti diretti con il Gargano. Nel documento viene sottolineato che Gargano e Subappennino rappresentano realtà distinte e lontane, con spostamenti che potrebbero risultare difficili per cittadini e professionisti.

Per la LAF, il ritorno del Tribunale di Lucera non offrirebbe quindi un vantaggio significativo rispetto all’attuale riferimento giudiziario di Foggia. L’associazione contesta anche l’argomento secondo cui un nuovo presidio potrebbe rappresentare una risposta più efficace alla criminalità organizzata. Nel comunicato sono richiamate le audizioni dell’ex procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro e dell’attuale procuratore Enrico Infante, interpretate dai legali come non decisive a sostegno dell’istituzione di un ulteriore Tribunale.

La LAF sostiene che il contrasto alla criminalità radicata sul Gargano richieda soprattutto un rafforzamento del controllo del territorio e della presenza delle forze dell’ordine. In questa prospettiva, l’associazione ritiene che la creazione di una Procura a pochi chilometri da quella già esistente a Foggia rischierebbe di produrre una duplicazione senza effetti risolutivi.

Le alternative indicate dai legali

Perplessità vengono espresse anche sull’eventuale apertura di una sede distaccata a Rodi Garganico. Secondo Vetritto, una struttura di questo tipo potrebbe limitarsi alla celebrazione di alcune udienze monocratiche, senza una reale redistribuzione delle competenze. L’ampliamento delle funzioni attribuite agli uffici del Giudice di Pace, aggiunge l’associazione, potrebbe ridurre ulteriormente l’utilità del presidio.

La proposta della LAF è di potenziare il Tribunale di Foggia, ritenuto meglio collegato al Gargano anche in considerazione degli investimenti infrastrutturali realizzati negli ultimi anni. I legali chiedono inoltre di valutare l’istituzione a Foggia di una sede distaccata della Corte d’Appello, così da avvicinare ai cittadini servizi oggi concentrati a Bari, compresi quelli relativi alle competenze distrettuali in materia di antimafia, minori, libertà, sorveglianza e giustizia amministrativa.

Nel comunicato viene ricordato che, per partecipare ad alcune udienze, i residenti del Gargano possono essere costretti a percorrere circa 500 chilometri tra andata e ritorno. L’obiettivo indicato è ridurre queste distanze attraverso una riorganizzazione fondata sulle esigenze effettive delle comunità, senza limitarsi a ripristinare l’assetto precedente alle riforme.

La LAF chiede infine un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine a San Nicandro Garganico, ipotizzando l’istituzione di un Commissariato di Polizia o di una Tenenza dei Carabinieri. L’associazione invita i rappresentanti politici a evitare che eventuali modifiche della geografia giudiziaria penalizzino il Gargano e a costruire una soluzione basata sui collegamenti, sull’orografia della provincia e sulla concreta accessibilità dei servizi.