Trieste (TS)

Massolino difende l’irruzione nell’ex mercato di via Gioia

La consigliera regionale contesta la gestione dell’intervento: tre agenti feriti e una persona accompagnata in questura.

Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia, ha difeso il comportamento dei manifestanti coinvolti negli scontri avvenuti il 6 novembre nei pressi dell’ex mercato di via Flavio Gioia, a Trieste. In un post pubblicato sui social, l’esponente politica ha definito l’apertura della struttura una forma di disobbedienza civile, contestando la risposta delle forze dell’ordine.

Secondo il racconto di Massolino, la sera precedente numerose persone si erano riunite in piazza della Libertà per partecipare a un’assemblea dedicata alla situazione delle persone senza dimora. Una parte dei manifestanti si sarebbe poi spostata davanti allo spazio di via Gioia, con l’obiettivo di chiedere un confronto con il prefetto e la questora. La consigliera sostiene che il gruppo fosse pacifico e che l’intervento di due squadre di polizia in tenuta antisommossa abbia fatto salire la tensione.

Il tentativo di ingresso nella struttura

Durante la protesta, alcune persone hanno aperto la porta dell’ex mercato, tentando di entrare nell’edificio. La struttura, secondo Massolino, potrebbe ospitare oltre cento persone in un centro a bassa soglia e offrire riparo durante le notti fredde. La consigliera ha riferito che i manifestanti avrebbero chiesto agli agenti di contattare i vertici istituzionali, ma che la risposta sarebbe stata l’uso dei manganelli. Nel suo intervento cita anche Elena Canciani, responsabile nazionale della Task force ricerca azione di Amnesty International, che avrebbe invitato gli operatori alla calma.

Il bilancio degli scontri, riportato nel testo, è di tre poliziotti feriti e di una persona accompagnata in questura. Massolino ha respinto inoltre la ricostruzione secondo cui durante i disordini sarebbe stata lanciata una bomba carta, parlando invece di un petardo. Pur dichiarando di non approvare il lancio di petardi né durante le manifestazioni né in altre occasioni, la consigliera ha sostenuto che questo episodio non possa essere equiparato alla violenza.

Le accuse alle istituzioni

Nel post, l’esponente del Patto per l’Autonomia ha criticato chi ha condannato i fatti senza essere presente e ha accusato le forze dell’ordine di avere alzato inutilmente il livello dello scontro per difendere un magazzino vuoto e inutilizzato. La sua posizione collega la protesta alla condizione delle persone senza casa, alla gestione delle richieste di asilo e alla mancanza di ripari adeguati contro il freddo.

Massolino ha infine affermato che, a suo giudizio, la violenza non consisterebbe nell’aver forzato una serratura, ma nel lasciare persone esposte al gelo e senza assistenza. Le sue dichiarazioni rappresentano la versione della consigliera sui fatti avvenuti a Trieste, mentre nel corso degli scontri sono rimasti feriti tre appartenenti alla polizia.