Ferrara (FE)

Truffe telefoniche, i consigli per difendersi a Ferrara

Denunciare ogni tentativo aiuta gli investigatori a collegare episodi e ricostruire i raggiri.

La provincia di Ferrara è tra le prime cinquanta in Italia per numero di truffe e frodi informatiche denunciate dai cittadini. Nel 2025 sono state segnalate circa 1.958 frodi, dato che colloca il territorio al 24° posto nazionale e registra un incremento del 2,5%, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore. Tra i raggiri segnalati rientrano anche quelli telefonici, contro i quali Confconsumatori invita a non abbassare la guardia e, soprattutto, a presentare denuncia.

Il presidente provinciale dell’associazione, l’avvocato Antonio Frascerra, e la segretaria Sonia De Martinis hanno illustrato alcune delle tecniche più utilizzate. Il generale di brigata della riserva Carlo Pieroni, intervenuto sul tema dopo avere lavorato per anni al contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania e Calabria, ha sottolineato l’importanza di segnalare anche i tentativi non andati a buon fine.

Le chiamate che imitano banche ed enti

Una delle truffe più diffuse è il cosiddetto vishing: il chiamante finge di essere un operatore bancario e sostiene che sul conto sia stato rilevato un problema o un pagamento sospetto. Con la scusa dell’urgenza vengono richiesti codici di accesso, password o altre informazioni riservate. A rendere più credibile il contatto può contribuire lo spoofing, una tecnologia che consente di visualizzare sul telefono il numero ufficiale della banca, della polizia o di un ente pubblico.

In caso di chiamate anomale, il consiglio è riagganciare e contattare autonomamente l’ente attraverso il numero ufficiale. Lo stesso vale quando a telefonare sembra essere un familiare. È inoltre preferibile non richiamare numeri con prefissi esteri sospetti e privi del prefisso italiano +39: una chiamata di un solo squillo può infatti nascondere la cosiddetta truffa dello squillo fantasma, che può comportare l’azzeramento del credito telefonico.

Contratti, registrazioni e falsi parenti

Un altro raggiro riguarda i falsi operatori di luce e gas, che prospettano la scadenza del contratto e spingono a cambiare gestore. Durante la telefonata possono essere richiesti dati personali, informazioni sulle utenze o codici OTP. Confconsumatori ricorda di non comunicare questi elementi e di non confermare contratti attraverso una semplice risposta.

Particolare attenzione va prestata alle domande apparentemente innocue, come Mi sente? o Parlo con il signor o la signora?. La risposta affermativa può essere registrata e utilizzata per costruire autorizzazioni mai concesse. Nel Ferrarese, il caso di un imprenditore agricolo ha portato alla luce un contratto energetico contestato: la sua risposta sarebbe stata rielaborata anche con strumenti di intelligenza artificiale. Per evitare rischi, gli esperti suggeriscono di rispondere chiedendo con chi si parla.

Infine, c’è la truffa del parente in difficoltà: il contatto sostiene di avere perso il telefono o di trovarsi in un’emergenza e chiede un bonifico istantaneo. Prima di inviare denaro è necessario verificare la situazione chiamando direttamente il familiare, possibilmente da un altro apparecchio. In generale, davanti a pressioni, minacce o richieste di PIN, password e dati della carta è opportuno interrompere la conversazione. Chi ritiene di essere stato raggirato deve rivolgersi subito alla Polizia Postale o ai Carabinieri e, nei casi urgenti, chiamare il 112.