Il futuro del complesso di Santa Chiara non dovrebbe essere definito a partire da una funzione già stabilita, ma da una visione complessiva dello sviluppo urbano. È la posizione espressa dal consigliere comunale del Partito democratico Marco Biondi, intervenuto sul possibile recupero dell’ex area ospedaliera dopo le indiscrezioni sulle difficoltà legate alla realizzazione di un centro congressuale nell’edificio della Scuola Medica.
Secondo quanto emerso, l’ipotesi del centro congressuale, sostenuta dall’amministrazione guidata dal sindaco Conti, starebbe rallentando la trattativa per la vendita dell’intera area, il cui valore indicato è di circa 122,5 milioni di euro. Biondi richiama in particolare i problemi relativi alla sostenibilità economica dell’operazione, alle modalità di gestione della struttura e all’individuazione di un soggetto disposto a farsene carico.
La compatibilità con il contesto urbano
Per il consigliere dem, si tratta di un intervento complesso, che per dimensioni, posizione e impatto richiede valutazioni approfondite. Nelle intenzioni del Comune, la struttura potrebbe accogliere tra 1.000 e 1.500 persone. Una capacità che, secondo Biondi, deve essere confrontata con le caratteristiche dell’area, collocata a ridosso di Piazza dei Miracoli e del Duomo.
Un centro congressuale di grandi dimensioni comporterebbe flussi consistenti di persone, nuove esigenze di accessibilità e un aumento dei carichi sulla mobilità. Il consigliere chiede quindi di chiarire chi dovrebbe gestire la struttura, con quali risorse e sulla base di quale domanda effettiva. Tra gli aspetti da esaminare ci sono anche le possibili ricadute sui servizi e sulla viabilità del centro storico.
Biondi sottolinea che la sola volontà politica non può stabilire ciò che una città sia in grado di accogliere. Prima di decidere la destinazione dell’ex complesso ospedaliero, aggiunge, occorre verificare la sostenibilità dell’intervento e la sua compatibilità con il tessuto urbano e monumentale circostante.
Il recupero del masterplan
La proposta del Pd è recuperare l’impostazione originaria del masterplan firmato da David Chipperfield, aggiornandola alle esigenze attuali senza rinunciare alla visione complessiva dell’intervento. Tra le priorità indicate figurano il collegamento tra la Cittadella, gli Arsenali, il sistema delle mura e Piazza dei Miracoli, oltre all’aumento delle superfici verdi permeabili, alla realizzazione di nuove alberature e alla creazione di spazi pubblici.
Nel quadro del ripensamento dell’area, il consigliere chiede inoltre di affrontare la ricollocazione delle bancarelle di Piazza Manin. L’ex Santa Chiara, conclude Biondi, rappresenterebbe un’opportunità straordinaria per ridisegnare una parte importante del centro storico e non dovrebbe essere considerata soltanto come un’operazione immobiliare da chiudere rapidamente.