La costa di Massa continua ad arretrare, mentre una parte degli interventi annunciati resta ancora priva di copertura finanziaria. È questo lo scarto tra programmi e opere concrete emerso durante il Consiglio comunale aperto dedicato all’erosione costiera. Dal confronto è arrivata la richiesta di accelerare i progetti, aggiornare il quadro delle conoscenze e trasformare gli impegni in cantieri.
Il piano regionale e gli interventi previsti
A illustrare la programmazione regionale è stato l’assessore all’Ambiente della Toscana, David Barontini, che ha richiamato il Masterplan approvato dalla Giunta il 3 agosto 2026. Il documento prevede circa 547 milioni di euro nell’arco di vent’anni, con 166 milioni concentrati nel primo decennio. Per il territorio di Massa-Carrara il fabbisogno stimato è di circa 27 milioni, ma si tratta di una previsione e non di risorse già stanziate.
I dati presentati indicano un arretramento medio della costa di circa 55 centimetri all’anno tra il 2005 e il 2023. Tra le opere citate figurano il progetto da 2,43 milioni di euro per il tratto compreso tra Frigido e Lavello e quello relativo a Ronchi-Poveromo, che prevede l’apporto complessivo di 129mila metri cubi di sedimenti: 100mila provenienti da Viareggio e 29mila da cava. Per quest’ultimo intervento la progettazione esecutiva è attesa entro il primo trimestre del 2027, ma resta da trovare la copertura economica.
Barontini ha ricordato anche gli interventi di manutenzione già realizzati e la riprofilatura di Marina di Massa, del valore di 396mila euro. Nel corso dell’incontro è stata sottolineata la differenza tra la ridistribuzione della sabbia già presente sull’arenile e il conferimento di nuovo materiale, operazioni con effetti e costi differenti.
Le richieste del Comune e il ruolo del territorio
Il sindaco Francesco Persiani ha riconosciuto l’importanza della pianificazione regionale, chiedendo però che il quadro venga aggiornato alla luce dei rischi attuali. Secondo il primo cittadino, non basta considerare l’arretramento della spiaggia: occorre valutare anche l’innalzamento del livello del mare, il rischio di ingressione marina e la vulnerabilità degli abitati, soprattutto nella zona di Ronchi-Poveromo.
Persiani ha sollecitato risorse per proteggere le aree abitate, senza limitare la strategia ai soli ripascimenti. Ha inoltre chiesto sostegno per la valutazione ambientale del progetto comunale, indicazioni sull’utilizzo dei sedimenti dragati, una gestione coordinata delle foci e soluzioni integrate che comprendano la tutela delle dune e gli interventi ecosistemici. Massa è pronta a collaborare, ha assicurato il sindaco, ma il Comune chiede un coinvolgimento diretto nelle scelte, insieme a risorse e tempi certi.
Su una linea analoga si è espresso Lorenzo Pascucci, chiedendo che Massa abbia un ruolo effettivo nella definizione delle priorità e nella gestione delle opere sul proprio litorale. Dal fronte regionale, il presidente della Commissione Territorio e Ambiente Gianni Lorenzetti ha richiamato le modifiche normative necessarie per rendere possibile l’utilizzo dei sedimenti provenienti dal Magra. È previsto un incontro tecnico su modalità operative, analisi e autorizzazioni; in caso di esito positivo delle verifiche, l’obiettivo è arrivare a un possibile ripascimento tra marzo e aprile 2027.
Nel bilancio regionale 2027 è previsto inoltre un milione di euro per interventi emergenziali nella provincia, una somma che non viene considerata risolutiva sul piano strutturale. Tra le ipotesi c’è anche il recupero della sabbia in eccesso nell’area di Viareggio. Nel dibattito è stata ricordata la mozione presentata da Marco Guidi e approvata all’unanimità in Commissione.
Il mondo balneare ha contestato l’aggiornamento dei dati del Masterplan, i ritardi e l’assenza di certezze su finanziamenti, monitoraggi e soluzioni tecniche. È stato affrontato anche il rapporto tra porto e territorio: Pisano ha richiamato la necessità di conciliare lo sviluppo delle attività portuali con la sostenibilità ambientale. A margine del Consiglio, il deputato Barabotti ha definito la difesa strutturale della costa all’anno zero, citando quasi 18 milioni di euro liquidati dalla Provincia, compresi oltre 859mila euro per il monitoraggio, e chiedendo conto dei risultati raggiunti.