Il listino del Caab di Bologna fotografa le quotazioni all’ingrosso di frutta e ortaggi, evidenziando differenze significative tra i prodotti italiani e quelli provenienti dall’estero. Tra gli articoli di stagione, le arance Navel italiane vengono indicate tra 1,70 e 2 euro al chilo, mentre quelle dal Sud Africa oscillano tra 1,10 e 1,30 euro.
Il divario riguarda anche le clementine comuni, con prezzi compresi tra 1,70 e 3,50 euro in base alla tipologia e alla pezzatura. Per i limoni, quelli spagnoli variano tra 1,80 e 2,20 euro, mentre il prodotto italiano della Campania, a indicazione geografica protetta, può costare circa un euro in più. Le castagne, vendute in sacchi da cinque chili, sono quotate tra 3,50 e 8 euro a seconda della grandezza.
Le quotazioni dei pomodori
Tra gli ortaggi, i rincari più evidenti riguardano i pomodori. I ciliegini sono indicati tra 5 e 7 euro, i cuore di bue verdi tra 4,50 e 6 euro, mentre i datterini arrivano fino a 8 euro, partendo da una quotazione minima di 6 euro. I picadilly, invece, oscillano tra 5,50 e 6,50 euro.
Le differenze tra produzioni nazionali e importate si riflettono anche sul melograno, con frutti provenienti da Egitto, Italia e Spagna separati da variazioni di circa 60 centesimi. Per commercianti e grossisti, la scelta del prodotto italiano comporta quindi un costo di acquisto maggiore, che può tradursi in prezzi più elevati per i consumatori finali.
Frutta e ortaggi a confronto
Anche il radicchio rosso tondo risente degli aumenti: una confezione da 12 pezzi viene indicata tra 2,80 e 3,20 euro. Per le patate, invece, le quotazioni variano soprattutto in base alla pezzatura. Nel confronto con la merce italiana, i prodotti tedeschi, francesi e olandesi risultano spesso più convenienti.
Il quadro del mercato all’ingrosso mostra così come il costo possa incidere sulla scelta quotidiana delle famiglie. Il prodotto Made in Italy, pur restando richiesto, può risultare meno accessibile rispetto alle alternative importate. Tra gli alimenti maggiormente coinvolti c’è il pomodoro, un prodotto abituale della cucina italiana che, secondo le quotazioni rilevate, per alcuni consumatori è diventato più difficile da acquistare con regolarità.